SOMMARIO:
1) VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI SISTEMATICHE CONTRO GLI STRANIERI
2) LUSSO E ABBANDONO
3) BARONI ETERNI
1) VIOLENZE E DISCRIMINAZIONI SISTEMATICHE CONTRO GLI STRANIERI
Chiunque abbia sfogliato con attenzione le cronache nazionali e locali nel corso del 2008 si è reso conto dell’impressionante quantità di soprusi e di atti di violenza, spesso anche brutali, compiuti controgli immigrati. E capita spesso di esserne testimoni anche per strada o sui mezzi pubblici. Violenze e soprusi che non vengono esercitati solo da poche teste calde o da frange “socialmente marginali”, bensì dalla cosiddetta “gente normale” (in prima linea gli imprenditori) e dalle istituzioni. Ne arriva una conferma da un’indagine condotta congiuntamente dal Naga, l’associazione volontaria di assistenza socio-sanitaria agli stranieri con sede a Milano, e dal Cospe, una organizzazione non governativa fiorentina. Il Naga ha raccolto mediante un questionario le testimonianze di 580 assistiti lungo un periodo di un mese, mentre il Cospe ha effettuato un monitoraggio della stampa nazionale e locale durante il periodo tra il 24 ottobre e il 28 novembre 2008. Almeno un immigrato su 5 è stato maltrattato dalle forze dell’ordine e la stessa percentuale ha dormito almeno una notte in strada. A tre persone su dieci è capitato di essere insultate sui mezzi pubblici e di essere guardate male per strada. Ben il 30 per cento degli stranieri intervistati ha affermato di non essere stato pagato per un lavoro, mentre addirittura a più del 50% è capitato di perdere il lavoro improvvisamente e senza motivi apparenti. L’indagine condotta sui media ha rilevato 1,3 “episodi di razzismo” al giorno. Si tratta di un dato puramente indicativo, perché non sono stati monitorati tutti i media e perché, soprattutto, gli episodi che vanno a finire sui media sono solo la punta dell’iceberg. Più interessante quindi le suddivisioni percentuali: nel 62% dei casi si tratta di atti di violenza contro le persone, nel 21% di pubblicazioni e scritte razziste e antisemite, nel 13% di minacce verbali e comportamento offensivo e ne 4% di atti contro insediamenti/campi. Gli autori di tali atti sono nel 46% dei casi 2 o più individui, nel 23% dei casi istituzioni e nel 6% membri di partiti politici. La lettura completa dei due rapporti paralleli fornisce un quadro molto più esauriente dei pochi dati che abbiamo qui citato (http://www.naga.it/naga_cospe.html).
(fonti: http://www.naga.it; Corriere della Sera, 27 gennaio 2009)
2) LUSSO E ABBANDONO
A fianco dei grandi progetti come City Life o la saga Expo 2015 a Milano continuano a spuntare come funghi, ma spesso anche ad agonizzare, altre iniziative di speculazione edilizia. In questi giorni è tornato nuovamente agli onori delle cronache il caso del megaquartiere Santa Giulia, il promesso fiore all’occhiello della città trasformatosi in un semideserto in stato di abbandono dopo i guai finanziari dello speculatore Zunino e della sua società Risanamento. Un comitato di residenti ha infatti pubblicato su YouTube un fimato sul reale stato di degrado dell’area e sulla mancanza dei più elementari servizi. Allo stesso tempo cominciano a fioccare i primi nomi di società che prevedevano una presenza nel quartiere, ma hanno definitivamente dato forfait, a cominciare da Esselunga, che ha annunciato di avere rinunciato a costruirvi un grande supermercato, fino a Feltrinelli, che non costruirà più il grande store di musica e libri che prevedeva di insediarvi. Altri stanno temporeggiando, in attesa di vedere cosa succederà, come Rinascente, Herme’s e Uci Cinema Italia, che aveva in progetto di aprire 12 sale nel quartiere. Da notare che gli unici abitanti del quartiere sono in massima parte persone che hanno acquistato in anticipo appartamenti a prezzi convenzionati (cioè il tanto strombazzato “social housing”) e che, se le cose non cambiano, si troveranno probabilmente a possedere immobili dal prezzo di mercato inferiore a quello pagato.
Qualcosa di simile sta avvenendo anche alla Torre delle Arti di via Principe Eugenio. In questo caso si parla solo di extralusso, visto che per questa torre dall’altezza progettata di 94 metri i prezzi a metro quadro previsti si aggirano sugli 11.000 euro. A novembre c’era stata la posa della prima pietra, dopo una campagna pubblicitaria in grande stile con testimonial di primo piano, all’insegna dello slogan “La nuova Milano comincia da qui”. La “nuova Milano” invece si è fermata subito e il cantiere oggi è completamente abbandonato, dopo che dalla società finanziatrice, in seguito alla crisi, è uscito il colosso australiano Babcock & Brown.
Un destino extralusso attende anche la centralissima area di via Adda, dove sorgeva una casa di ringhiera salita all’onore delle cronache nel 2004 con una grande operazione di sgombero dei rom che la avevano occupata (ma nota anche perché vi era stato ambientato un film con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato). Il privato che ha acquistato l’area, il cui nome non viene citato dalle cronache, intende costruirvi ora un palazzo di quattordici piani di torri, vetro, terrazze con piscine e appartamenti per 10.000 metri quadri. Anche qui il costo al metro quadro previsto è di 11.000 euro.
Al Lorenteggio, nell’area ex fabbrica Link-Belt, sta invece sorgendo l’ennesimo centro direzionale tutto uffici e negozi. Era prevista la costruzione di due grandi torri di 90 metri, ma è stato necessario cambiare il progetto perché la falda non era in grado di sopportare tali strutture. Per “servire” il centro direzionale-commerciale è previsto lo sfondamento della via Val Bavona, oggi a fondo cieco, al fine di consentire il flusso di grandi volumi di traffico automobilistico, il tutto in assenza, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, di un piano di viabilità. La stessa testata scrive inoltre che il progetto avrebbe avuto il via libera come una “ristrutturazione più nuova costruzione”, ma “la vecchia fabbrica è stata rasa al suolo. Di vecchio da ristrutturare non è rimasto in piedi nemmeno un muro di recinzione”, dicono i cittadini del quartiere, e manca un piano di impatto ambientale. Quando si tratta di una nuova costruzione gli oneri da versare sono naturalmente molto più alti di quelli per una semplice ristrutturazione.
(fonti: Giorno, 25 gennaio 2009; Libero, 28 dicembre 2008; Corriere della Sera, 18 gennaio 2009)
3) BARONI ETERNI
Il 26 gennaio alcune decine di studenti dei collettivi universitari hanno occupato l’ufficio del rettore dell’Università Statale, Enrico Decleva, per poi recarsi all’Accademia di Brera. La protesta è riuscita a fare arrivare sulle pagine dei giornali una situazione che era nota pressoché solo agli addetti ai lavori. Il Senato accademico della Statale ha approvato una modifica dello statuto dell’Università che consente a Decleva di rimanere alla guida dell’ateneo, e di conseguenza alla presidenza della Crui (la conferenza dei rettori) per altri due anni. Gli studenti con la loro occupazione hanno denunciato “l’alleanza che, dopo gli attriti d’autunno, si è instaurata tra il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e i rettori”. A Brera invece gli studenti hanno accusato il direttore, Fernando De Filippi, di essere troppo attaccato alla poltrona: guida l’Accademia dal 1991!
(fonti: Corriere della Sera, 27 gennaio 2009)
