10
nov
09

Inquietudine a sud ovest

Recensione di: Giorgio Falco “L’ubicazione del bene”, Einaudi (Stile libero), 2009, pp.141, Euro 16 (a cura di Alberto Busi).

  

Nove racconti ambientati a Cortesforza, sobborgo immaginario a soli diciotto chilometri da Milano. “Ubicato nella zona sud ovest della provincia di Milano, lungo la Strada Statale 494, e più precisamente nel lembo di terra tra Vermezzo e Abbiategrasso, Cortesforza è un comune di 1574 abitanti situato a 101 metri sul livello del mare”. Questo è lo scenario della seconda prova letteraria di Giorgio Falco (autore nel 2004 di Pausa caffè). Vite normali, lavori normali, sfere affettive normali, percorsi usuali su una delle diverse tangenziali della cintura milanese. Tutto questo caratterizza le vite quotidiane degli abitanti di Cortesforza. Niente di particolare, niente di eclatante le sconvolge. Ma tutte queste vite rappresentate nei nove racconti che costituiscono l’ossatura del libro hanno almeno un elemento in comune: un piccolo dettaglio, un misero accadimento viene costantemente a sconvolgere l’apparente placida normalità e a determinare un fallimento, una sconfitta, uno straniante senso d’inquietudine. Determinante il ruolo giocato nelle vite dei protagonisti dalla tangenziale. E’ una sorta di non luogo che riesce ad anestetizzare qualsiasi cosa accada nelle vicinanze. “Al mattino le auto incolonnate si dispongono su due file parallele. Alcuni sorpassano le colonne di auto ferme e allineate nella medesima direzione, invadono la corsia opposta, prima di rientrare con prepotenza in un pertugio della coda, centinaia di metri dopo. Le auto incolonnate condividono l’intimità, il sonno prolungato dei finestrini schermati da cui filtrano jingle, notiziari, numeri, percentuali di crescita e sviluppo. Le due file diventano comunità promiscue e ostili nella rassegnazione, così vicine da non poter sterzare di un grado, quando incontrano il cadavere di un animale ci passano sopra, la prima auto ha un lieve sobbalzo, come se schiacciasse un pezzo di terra friabile sulla strada di un agriturismo”. Tutti i racconti del libro ci parlano di equilibri fragili. Piccoli sconvolgimenti infatti possono aprire scenari di gioia e benessere o di disagio e tristezza. A impreziosire questo libro originale un ritmo narrativo serrato che toglie respiro al lettore, e uno stile di scrittura decisamente elevato.