International Milan: Rapporti economici Arabia Saudita-Italia

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Rapporti economici Arabia Saudita-Italia




Secondo gli ultimi dati completi a disposizione, l'Italia sta progredendo nella classifica dell'interscambio commerciale con l'Arabia Saudita. Nell'anno 2010 si collocata infatti all'ottavo posto tra i Paesi fornitori e al dodicesimo tra quelli acquirenti. Nel primo semestre del 2011, la Cina diventata il primo fornitore del Regno, superando di pochi milioni di dollari gli Stati Uniti, mentre l'Italia nello stesso periodo ha sopravanzato la Francia diventando il settimo Paese fornitore, con una quota di mercato passata dal 3,5% al 4,5% sul totale delle importazioni dell'Arabia Saudita. In qualit di acquirente, sempre nei primi sei mesi del 2011, l'Italia salita alla settima posizione.

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Le esportazioni italiane in Arabia saudita

Nei primi sei mesi del 2011 sono notevolmente cresciute le esportazioni italiane, con un incremento del 49,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Se quasi tutti i settori sono aumentati, la parte del leone continua a recitarla il settore dei macchinari e delle apparecchiature (32,8% del totale) con un aumento del 64,2% rispetto al 2010. Al secondo posto fra le esportazioni italiane, con una quota dell'8,8%, figurano le apparecchiature elettriche e quelle non elettriche per uso domestico, seguono i prodotti chimici con un peso del 6,2%.
In netta crescita risultano il settore del coke e dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (+322%), quello dei prodotti della metallurgia (+70,2%) e quello dei mobili (+57,7%). Hanno registrato un aumento anche i settori dei computer, dei prodotti dell'elettronica, dell'ottica, degli apparecchi elettromedicali.
Il totale delle esportazioni italiane, nel periodo gennaio-giugno 2011, raggiungeva la somma di 1.946 milioni di euro. Solo il comparto degli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi e degli altri mezzi di trasporto risultato in calo. La bilancia commerciale, a causa delle importazioni di energia da parte dell'Italia, continua comunque a registrare un forte attivo a favore dell'Arabia Saudita.

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Le importazioni italiane dall'Arabia Saudita

L'aumento dell'import italiano stato prodotto dalla crescita del valore dell'importazione di petrolio e gas naturali e di prodotti chimici, soprattutto a causa dell'incremento dei prezzi del petrolio, che, nel 2010, hanno rappresentato oltre il 90% dell'import totale. In quell'anno l'acquisto di petrolio e gas naturale, da parte italiana, aumentato del 55,5%, quello dei prodotti chimici del 66,3%.
Nei soli primi sei mesi del 2011, le importazioni italiane sono arrivate alla cifra di 3.065,8 milioni di euro, arrivando a sfiorare l'importo totale dell'intero anno precedente (3,1 miliardi di euro). Ci si verificato anche in conseguenza delle mancate forniture energetiche causate dalla crisi libica che sono state compensate con quelle provenienti dall'Arabia Saudita. Dopo petrolio e gas naturale, il cui peso preponderante, anche i prodotti chimici e quelli derivanti dalla raffinazione del petrolio rivestono una certa importanza tra le importazioni italiane.

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I settori del mercato saudita verso cui maggiormente si dirigono le esportazioni italiane.

Analizzando il comparto industriale, la voce pi importante dell'export italiano verso l'Arabia Saudita, troviamo al primo posto le "Altre macchine per impieghi speciali", che comprendono macchine per la metallurgia, altre macchine da miniera, cava e cantiere, macchine per l'industria alimentare, delle bevande e del tabacco, macchine tessili, macchine e apparecchi per l'industria delle pelli, del cuoio e delle calzature, macchine e apparecchiature per lavanderie e stirerie, macchine per l'industria della carta e del cartone, macchine per l'industria delle materie plastiche e della gomma, macchine per la stampa e la legatoria, robot industriali, apparecchi per istituti di bellezza e di benessere. A breve distanza per il peso nell'export italiano sono posizionate le "Macchine per impieghi in generale", che comprendono motori a combustione interna, turbine e turboalternatori, apparecchiature fluidodinamiche, altre pompe e compressori, altri rubinetti e valvole, organi di trasmissione, cuscinetti a sfera. Al terzo posto troviamo le "Altre macchine di impiego generale", che comprendono macchine di sollevamento e movimentazione, macchine utensili portatili a vapore, macchine per confezione e imballaggio, macchine per industria chimica e petrolifera.
Nei primi sei mesi del 2011, i tre principali settori del comparto dei beni industriali hanno fatto segnare i seguenti incrementi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: "Altre macchine per impieghi speciali + 77,8%, con la cifra di 231,8 milioni di euro; "Macchine di impiego generale" + 63,6%, con la cifra di 208,5 milioni di euro; "Altre macchine di impiego generale" +54,7%, con la cifra di 155,9 milioni di euro.
Per quanto riguarda i beni di consumo, il mercato saudita offre ottime opportunit per le esportazioni italiane soprattutto nel consumo di fascia alta. Il potere di acquisto elevato di una parte importante della popolazione saudita consente l'importazione di prodotti italiani di grande qualit, come mobili, gioielli, abbigliamento di marca e auto di lusso (Ferrari e Maserati). In generale, i sauditi prestano una favorevole attenzione a tutto ci che rappresenta il "made in Italy" di alto livello. Tra i beni di consumo, anche i prodotti alimentari italiani di alta qualit (come per esempio l'olio) presentano ottime prospettive di crescita nel mercato saudita.
Nel primo semestre 2011, le esportazioni italiane di beni di consumo hanno diminuito il loro peso rispetto al totale delle esportazioni nel Regno, ma sono cresciute in termini di valore con un incremento del 31,1% rispetto allo stesso periodo del 2010, passando da 225 a circa 295 milioni di euro.

I settori dell'economia saudita verso cui maggiormente si dirigono gli investimenti diretti dall'Italia

In Arabia Saudita esiste uno schema finanziario di sostegno agli investimenti stranieri assai favorevole. Di solito, il 50% dell'investimento viene finanziato a tassi molto agevolati dal "Saudi Industrial Development Fund"; un ulteriore 25% viene finanziato da banche saudite e solo il restante 25% rappresenta il capitale sociale richiesto che, usualmente, viene diviso a met tra il socio saudita e l'imprenditore straniero, la cui parte, nel caso si tratti di un italiano, pu essere in parte o del tutto sottoscritta da Simest, la finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all'estero.
I settori economici in cui sono presenti investimenti italiani diretti sono soprattutto il petrolchimico, l'impiantistica, le attivit manifatturiere "energy intensive", l'edilizia e l'alimentare. Appaiono buone anche le prospettive di crescita della presenza italiana anche nel settore dei servizi.
Molte sono le grandi aziende italiane che operano in Arabia Saudita e riescono di frequente ad ottenere importanti commesse. Saipem, Tecnimont e Techint, godendo di un'eccellente reputazione presso Saudi Aramco, l'azienda di Stato dell'upstream, si vedono assegnare rilevanti contratti. Il che rafforza l'immagine dell'industria italiana all'interno del Regno.
Il rilevante flusso di uomini d'affari e le crescenti opportunit offerte dal sistema economico saudita hanno indotto l'ambasciata italiana a Riyad a promuovere la costituzione, nel 2005, del "Joint Business Council italo-saudita" da parte della Camera di Commercio italo-araba e di Unioncamere. L'anno seguente, stata creata la "Saudi Italian Company for Development", una societ di servizi saudita che intende facilitare i contatti fra gli operatori dei due Paesi ed i flussi di investimento in entrambi i sensi. Questa societ ha gi identificato alcune decine di progetti per possibili join-ventures italo-saudite in vari settori, come la distribuzione commerciale, l'energia, l'arredamento e i materiali per costruzione. Infine, l'Ambasciata d'Italia ha avviato, gi da qualche anno, il rilancio dell' "Associazione degli operatori economici italiani" per fornire un sostegno operativo alle aziende italiane interessate ad operare in Arabia saudita.

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