International Milan: Dal tramonto all'alba con i 7mila al lavoro nell'Expo di notte:

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Dal tramonto all'alba con i 7mila al lavoro nell'Expo di notte:




Rifornimenti, scenografie, pulizie e controlli di sicurezza. Ma anche report da consegnare e "fronti da verificare". Una processione di mezzi, uomini e donne

Alle due di notte, sul Decumano è l'ora di punta. E come una città anche Expo si trasforma. Al posto dei palazzi: i padiglioni dei Paesi illuminati. Il silenzio rotto dalla musica che irrompe dalla Colombia dove i tecnici provano gli impianti, i suoni che sanno di deserto e che come un miraggio escono dall'oasi degli Emirati Arabi. E i martelli e i saldatori e i rumori metallici che, a tratti, tagliano l'aria negli spazi dove si continua a lavorare.

Nove ore, dalle 23 alle 8, che nessun turista vedrà mai e che coinvolgono, dicono le stime della società che gestisce l'evento, fino a 7mila persone. Quando sulla strada principale a prendere il posto dei visitatori arrivano le divise dei soldati rimasti quasi invisibili fino a quel momento, le guardie giurate, i poliziotti e i carabinieri, gli operai mentre le gru ancora stanno ritoccando le strutture, i ragazzi di Expo, pettorine blu e tablet in mano, spuntano le liste dei fronti da verificare. E danno indicazioni ai camionisti: "Palazzo Italia? Tutto dritto fino alla piazza e poi a sinistra". Perché con il buio arrivano anche i motori: 400 ogni sera, in questo avvio. Una processione. Sono i mezzi che raccolgono i rifiuti, lavano le strade, i pompieri, i furgoni dei fornitori che entrano uno dopo l'altro per scaricare casse di cibo, bevande, materiale, e che hanno iniziato il loro viaggio a qualche centinaio di metri di distanza. Gate 5, lo chiamano. È la vera porta notturna di Expo, oltre i parcheggi della Fiera di Milano e un intreccio di svincoli presidiati, dove i carichi vengono controllati dai militari che li fanno annusare dai cani anti-esplosivo, li "osservano" con apparecchi in grado di scovare pericoli chimici e batteriologici e con grandi scanner".

È l'altra Expo. Quella che inizia quando i cancelli si chiudono. E si mette in moto la macchina che dovrà riapparecchiare la tavola globale per la mattina successiva. È l'altoparlante che dà il via in tre lingue: "Sono le 23, Expo è chiusa. Iniziano le operazioni notturne ". Ma il flusso di gente che si è trattenuta ai tavoli dei ristoranti continua a sfilare fino a mezzanotte. Per un po', i due universi, il giorno e la notte, si incrociano e confondono: qualche tecnico parte già in direzione contraria con una scala sotto il braccio, dai percorsi laterali si affaccia il muso dei mezzi che devono pulire.

Per mandarla avanti 24 ore su 24, la città dell'alimentazione, si stima che servano circa 13mila persone. Ci sono gli staff dei Paesi (4-5mila), c'è il sistema di sicurezza (1.800 militari, 2mila agenti delle forze dell'ordine e vigili urbani, 1.500 guardie giurate), ci sono i mille addetti di Expo spa, chi sta nei magazzini... Ed è così che complessivamente - tra fuori e dentro il sito - si arriva a quei 7mila lavoratori della notte. Che hanno i loro ritmi. I primi a entrare in azione, alle 23.30 sono i camion dell'Amsa, l'azienda dei rifiuti milanese che passa - proprio come in una città - a raccogliere i sacchi di immondizia fuori dai padiglioni. Subito dopo, ecco chi deve fare manutenzione e, in questi giorni, anche terminare e ritoccare quello che non è ancora finito. Dall'1 si aggiungono i furgoni che riforniscono cucine e negozi di gadget e uffici. Dalle 6, il tocco finale: il lavaggio strade. Alle 8 tutti i veicoli devono uscire: rientra il personale che prepara l'apertura degli stand. Alle 10, si ricomincia.

È quasi surreale lasciarsi alla spalle il luna park del giorno ed entrare nella notte di Expo. Incontrando un altro mondo. Vincenzo e Daniel che arrivano da Forlì per montare la segnaletica, Antonio che fa la guardia giurata e smonterà alle 7, gli architetti della spa che girano con il bagagliaio dell'auto pieno di bandiere, i militari che a quest'ora controllano i percorsi interni e si aggiungono a quelli che a ciclo continuo presidiano i sei chilometri di recinto esterno. E i "ragazzi dei quartieri". Come Daniele, 25 anni, laureato in chimica: viene da Torino. E ha appena consegnato il suo report della sera: cestini svuotati ok, strutture integre ok, visitatori usciti, ok. È il cambio della guardia con le "squadre mobili", quelle che gireranno fino 7.30, alle 5 si fa colazione nel bar sempre aperto laggiù, vicino al Padiglione Zero. Il "capo" è Vanessa, 44 anni, unica milanese. Coordina una decina di ragazze. Come Maria che studia Architettura e arriva da Salerno "perché al lavoro non si dice mai no". Oppure Maddalena di Messina che di anni ne ha 27 e con una laurea in giornalismo e un master è alla prima esperienza pagata dopo "non so neanch'io quanti stage gratuiti ". Le sorpassa Christian, canadese, che spinge un carrello con un pezzo di scenografia dello spettacolo del Cirque du Soleil: è un enorme barattolo di olive. "Se arrivate al teatro all'aperto vedete le prove".

Ma per capirla davvero, la macchina di Expo, bisogna arrivare fino agli spazi della Fiera. È la zona più inaccessibile e blindata, dove l'esercito lavora dalle 19 alle 8 e i camion si mettono in coda lungo il recinto. Sembra di stare in una dogana. Stasera con gli uomini del nucleo cinofilo c'è Zagor, pastore tedesco di 3 anni e c'è Taz, "veterana" di 6 che si è fatta l'Afghanistan, il Libano e il Kosovo. Mentre i conducenti consegnano i documenti e vengono separati dai furgoni, i cani cercano armi o esplosivo. Alla fine della caccia, gli istruttori ne lasciano una piccola quantità inerte. È così che si fa, e quando la trova, Taz si siede. Immobile. In una zona di guerra, è il segnale. Ha fatto il proprio dovere e come ricompensa gioca correndo dietro a una pallina. Poi, tocca al reparto Nbc (Nucleare, chimico e biologico, fuori da Expo ha allestito anche un'area di decontaminazione) passare in rassegna fiancate e interni, tocca ancora ai controlli radiogenici. Solo allora, con un sigillo colorato attaccato allo specchietto, i mezzi si presentano a uno dei sette varchi a Nord della cittadella, dove ci sono altre forze dell'ordine, altre verifiche, e dove tutti, anche di notte, devono camminare come in aeroporto sotto i metal-detector. Sono le due. Bisogna evitare il traffico dell'ora di punta sul Decumano.


Fonte originale: http://milano.repubblica.it/expo2015/2015/05/09/news/expo_notte-113917654/?ref=HREC1-28

 

 

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