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	<title>Milano Internazionale &#187; Immigrazione</title>
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		<title>Milano Internazionale &#187; Immigrazione</title>
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		<title>Da Rosarno a via Padova</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 13:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanointernazionale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Marco Pitzen Alcune riflessioni sulle condizioni abitative dei migranti, prendendo spunto dai recenti casi di Rosarno e di via Padova, a Milano.  Gli effetti discriminatori dell&#8217;assenza di una politica degli alloggi sociali in un articolo di Marco Pitzen, del Sicet di Milano, uscito sul Manifesto del 16 marzo scorso e che ripubblichiamo qui in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=906&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Marco Pitzen</strong></p>
<p><strong>Alcune riflessioni sulle condizioni abitative dei migranti, prendendo spunto dai recenti casi di Rosarno e di via Padova, a Milano.  Gli effetti discriminatori dell&#8217;assenza di una politica degli alloggi sociali in un articolo di Marco Pitzen, del Sicet di Milano, uscito sul Manifesto del 16 marzo scorso e che ripubblichiamo qui in forma leggermente più estesa ringraziando l&#8217;autore per averci messo a disposizione il suo testo.</strong></p>
<p><span id="more-906"></span></p>
<p>Rosarno e via  Padova  sono gli ultimi lampi del malessere  esplosivo  legato alla incompiuta integrazione dei migranti in Italia dove vivono  ormai quasi in 6 milioni  tra regolari e irregolari.</p>
<p>Analizzando i  fatti delle campagne calabresi e della periferia di Milano si possono  evidenziare i diversi fattori che hanno scatenato la rabbia di centinaia  di persone, ma uno in particolare accomuna gli eventi, pur con delle  significative differenze: la condizione abitativa.</p>
<p>A Rosarno allo  sfruttamento bestiale dei migranti si accompagnava lo stato di grave  degrado in cui erano costretti a vivere i lavoratori, in capannoni semi  distrutti, privi di acqua e dei più elementari servizi. In via Padova  dove pur esistono le ultime case di ringhiera con il cesso esterno e  sono concentrate situazioni di forte disagio alloggiativo, non si arriva  certo ai livelli degradanti delle campagne del sud ma rispetto agli  standard abitativi di una delle più ricche città europee le sistemazioni  degli immigrati sono comunque estreme.</p>
<p>È evidente da anni  che nessuno pone come elemento fondamentale dell’integrazione la casa.</p>
<p>L’assenza di una  politica che soddisfi una crescente domanda abitativa porta ad un  impoverimento complessivo della società italiana e non solo degli strati  deboli come i migranti.</p>
<p>Le oltre 600 mila  domande per le case popolari fatte in tutto il paese di cui moltissime  da extracomunitari sono solo la punta visibile di un iceberg.</p>
<p>È infatti vera  emergenza casa  per tutti i 3,5 milioni di lavoratori  immigrati che vivono in affitto dove il canone di locazione e le spese  incidono sul reddito con punte superiori al 70%.</p>
<p>Una  prassi  politica spesso palesemente discriminatoria ha complicato la questione  abitativa in generale e non ha permesso in questi anni di continui e  consistenti flussi migratori una integrazione nel tessuto sociale urbano  originando tensioni in alcune zone povere della città.</p>
<p>Questo percorso ad  ostacoli verso il radicamento ha condannato spesso l’immigrato alla  perenne precarietà inibendogli il diritto all’unità familiare sancito  dalla legge, dato che una delle condizioni prevista dalla stessa norma  per richiedere il ricongiungimento familiare sia proprio quella di  possedere la disponibilità di un alloggio idoneo.</p>
<p>L’esposizione al  ricatto dei proprietari di casa diventa così direttamente proporzionale  alla volontà dell’emigrato di riunire il proprio nucleo familiare ed al  conseguente bisogno di avere un contratto registrato in un mercato  caratterizzato da resistenti sacche di illegalità ed evasione fiscale.</p>
<p>Agli immigrati infine vengono  spesso rifilati degli appartamenti fatiscenti, degradati in posizioni  sfavorevoli che sarebbero stati difficilmente collocati altrimenti sul  mercato e non di rado vengono  inserite clausole vessatorie nel contratto.</p>
<p>Si può ritenere che circa un terzo  degli stranieri residenti in Italia viva in condizioni abitative  disagiate, con una stima vicino ai 2 milioni di persone che versano in  questo stato, anche se gli unici  dati precisi sono quelli  ricavabili dalle graduatorie dei bandi di concorso che punteggiano  prevalentemente situazioni legate alle coabitazione ed al  sovraffollamento, data la legislazione in materia che rende fortemente discriminante per i migranti  l’accesso all’edilizia pubblica.</p>
<p>Tantissimi i  regolari muniti di permesso di soggiorno non ancora registrati in  anagrafe e s<em>econdo la Comunità di  S. Egidio il 60% di tutti i senza fissa dimora sono stranieri.</em></p>
<p>Immigrati  irregolari, richiedenti asilo e rifugiati hanno enormi difficoltà ad  avere accesso alla casa.</p>
<p>I profughi  politici rappresentano così un&#8217;altra faccia della stessa emergenza  abitativa ed in questi anni hanno occupato a più riprese, palazzi  fatiscenti e disabitati  soprattutto a Milano e Roma  imponendo all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni scandalose  in cui sono costretti a vivere esseri umani rifugiati nei freddi  inverni delle città italiane. Per non parlare dell’ignobile battaglia  ingaggiata dalle Istituzioni contro i rom con 40 sgomberi eseguiti  questo anno solo a Milano che hanno prodotto drammi umani a ripetizione,  fino alla morte del piccolo Emil.</p>
<p>Infine influiscono  in misura veramente minima le poche decine di migliaia di sbarchi, pari  a meno dell&#8217;1% della presenza regolare. Nel 2008 ad esempio sono state  meno di 37 mila le persone sbarcate sulle coste italiane, diecimila gli  stranieri transitati nei centri di identificazione ed espulsione e poco  più della metà quelli respinti alle frontiere.</p>
<p>Non si tratta  neppure di un cinquantesimo rispetto alla presenza di immigrati regolari  in Italia, eppure il contrasto dei flussi irregolari ha polarizzato  l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica e le decisioni politiche che hanno  prodotto normative vessatorie e repressive.</p>
<p>Un reato comune  commesso dagli stranieri è infatti la violazione della legge Bossi  Fini</p>
<p>sull&#8217;immigrazione: non lasciare il territorio a seguito di  notifica di un provvedimento di espulsione è reato, punito con la  reclusione da uno a quattro anni. Per tale reato ogni anno entrano in  carcere circa 12mila persone con condanne inferiori a 12 mesi.</p>
<p>Nonostante tutto  vi è comunque da parte degli immigrati in generale una decisa volontà di  stabilizzazione e di integrazione. Si rileva una normalizzazione dal  punto di vista demografico con una prevalenza dei coniugati ed una  elevata incidenza dei minori diventati ormai un quinto dei residenti .  Come si evidenzia anche una crescente tendenza alla stabilità  residenziale.</p>
<p>Ma l’insufficienza  del patrimonio di edilizia sociale, e l’estrema onerosità degli affitti  ha dirottato la domanda casa anche verso il mercato immobiliare.</p>
<p>Studi di settore ci dicono che  nelle grandi città ormai oltre il 10% degli acquirenti di un alloggio è di nazionalità estera e negli  ultimi 5 anni gli immigrati hanno comprato oltre 600 mila alloggi,  spendendo 70 miliardi di euro. Si tratta di case mediamente piccole,  vecchie e degradate ubicate in zone svantaggiate della città.</p>
<p>E’ capitato però  spesso che gli immigrati sono stati truffati in sede di compromesso o di  rogito con parcelle notarili sproporzionate rispetto al valore  dell’immobile e che mal consigliati hanno richiesto prestiti personali a  tassi sfavorevoli che li hanno legati a forme di indebitamento  praticamente a vita. Non di rado poi hanno subito pressioni per  acquistare l’alloggio detenuto in locazione sotto la minaccia dello  sfratto.</p>
<p>Un ulteriore fattore negativo è  legato poi alla nuova “ricattabilità” sul lavoro causata della persa  mobilità. Il lavoratore rimane inchiodato, come scriveva Engels già due  secoli fa, al territorio dove ha comprato la casa senza possibilità di  optare per scelte di lavoro che si possono presentare in zone diverse  del paese dove annualmente all’incirca un lavoratore immigrato su due è  costretto a cambiare o a rinnovare il contratto, con un tasso di  precarietà doppio rispetto al lavoratore italiano.</p>
<p>Non è dunque vero  in assoluto che uno dei motori della integrazione è la proprietà  dell’alloggio.</p>
<p>Certo, lavoro e  case sono elementi indispensabili ai fini dell’ integrazione degli  immigrati ma è altrettanto determinante una politica non discriminante e  di attenzione alle differenze culturali.</p>
<p>Una  regolamentazione dei flussi migratori rispondente si alle dinamiche del  mercato occupazionale interno, ma anche sensibile alle crisi  internazionali  nelle aree dei paesi poveri quali carestie,  epidemie e guerre.</p>
<p>Una politica dell’accoglienza che  preveda l’edificazione di pensionati e case popolari al posto di  strutture di detenzione più o meno temporanee.</p>
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		<title>Cittadini senza diritti</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 15:23:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo ai lettori di Milano Internazionale che il Naga ha pubblicato in questi giorni il rapporto &#8220;Cittadini senza diritti: abitare e lavorare a Milano da clandestini &#8211; Dati Naga 2000-2006&#8243;, unitamente a un focus parallelo su migranti e lavoro. Si tratta di testi di ampio respiro e corredati da ricche tabelle di dati, che tracciano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=843&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo ai lettori di Milano Internazionale che il Naga ha pubblicato in questi giorni il rapporto &#8220;Cittadini senza diritti: abitare e lavorare a Milano da clandestini &#8211; Dati Naga 2000-2006&#8243;, unitamente a un focus parallelo su migranti e lavoro. Si tratta di testi di ampio respiro e corredati da ricche tabelle di dati, che tracciano un preciso panorama della situazione dei lavoratori stranieri immigrati a Milano. Li potete leggere integralmente nella <a href="http://www.naga.it/index.php/notizie-naga/items/cittadini-senza-diritti.html" target="_blank">relativa pagina del sito del Naga</a>.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/milanointernazionale.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/milanointernazionale.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/milanointernazionale.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/milanointernazionale.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/milanointernazionale.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/milanointernazionale.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/milanointernazionale.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/milanointernazionale.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/milanointernazionale.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/milanointernazionale.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/milanointernazionale.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/milanointernazionale.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/milanointernazionale.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/milanointernazionale.wordpress.com/843/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=843&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lo spettro del sig. Brambilla si aggira per Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 15:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanointernazionale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettro del sig. Brambilla si aggira per Milano di Andrea Ferrario Nella frenetica ondata di propaganda razzista che ha imperversato su Milano nell&#8217;ultima settimana prima delle elezioni rispunta perfino il signor Brambilla, simbolo di un&#8217;inesistente &#8220;pura milanesità&#8221;. Uno spettro si aggira per Milano, quello del sig. Brambilla. Il cognome è da sempre ritenuto un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=614&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo spettro del sig. Brambilla si aggira per Milano</strong></p>
<p><strong>di Andrea Ferrario</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nella frenetica ondata di propaganda razzista che ha imperversato su Milano nell&#8217;ultima settimana prima delle elezioni rispunta perfino il signor Brambilla, simbolo di un&#8217;inesistente &#8220;pura milanesità&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-614"></span></p>
<p>Uno spettro si aggira per Milano, quello del sig. Brambilla. Il cognome è da sempre ritenuto un simbolo della &#8220;pura milanesità&#8221; e un tempo veniva ampiamente utilizzato dai giornalisti come breve e comodo strumento per indicare tutto ciò che è meneghino. Ma da almeno un paio di decenni il signor Brambilla è caduto in disuso. E a ragione. E&#8217; almeno dall&#8217;Unità d&#8217;Italia, se non da ancora prima, che il cognome Brambilla si è ridotto a un esemplare da riserva onomastica. La quasi totalità dei milanesi porta cognomi di origine forestiera: bergamaschi, veneti, cinesi, toscani, calabresi, o arabi. La settimana scorsa però il sig. Brambilla è resuscitato all&#8217;improvviso sui giornali della capitale lombarda. La sortita del leghista Matteo Salvini (a proposito: il suo cognome è di origini toscane), che ha proposto di riservare carrozze del metro ai soli milanesi, è stata riciclata e ritradotta con l&#8217;ausilio del Brambilla. Il principale autore dell&#8217;opera di riciclo brambilliana è uno che di carrozze del metro se ne intende, cioè Elio Catania, presidente dell&#8217;Atm. Nell&#8217;annunciare la decisione di dedicare addirittura oltre il 10% degli utili di Atm (realizzati in parte anche con pericolosi risparmi sulla manutenzione) all&#8217;istituzione di pattuglie di vigilantes privati che sorveglieranno i vagoni della metropolitana la sera, il super retribuito Catania (480.000 euro) ha affermato che l&#8217;intervento è rivolto soprattutto &#8220;alle signore Brambilla e ai loro figli&#8221;, un chiaro ammiccamento all&#8217;apartheid metropolitano proposto da Salvini: le milanesi verranno protette, le altre donne evidentemente no, o comunque di meno. Catania cade nel ridicolo con un altro abuso del povero sig. Brambilla: &#8220;Tutti i signori Brambilla che viaggiano a bordo dei mezzi pubblici possono essere orgogliosi di Milano, della frequenza e della puntualità di tram, autobus e metrò&#8221;. Nonostante la serie impressionante di deragliamenti e incidenti, nonché la cronica inefficienza dei trasporti, l&#8217;Atm anche quest&#8217;anno ci ha propinato per bocca di Catania indagini sull&#8217;efficienza del servizio e sulla soddisfazione dei clienti da fare sbellicare dalle risa gli utenti che vivono ogni giorno la dura realtà dei trasporti pubblici milanesi: &#8220;il bus arriva puntuale 78 volte su 100, la frequenza delle corse nelle ore di &#8220;morbida&#8221; è aumentata del 40 per cento, se confrontiamo le reti tranviarie siamo i terzi in Europa, dopo Vienna e Berlino, 81 passeggeri su 100 si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti&#8221; ecc. ecc.. Rileviamo infine che anche Repubblica rispolvera il fantasma del povero signore-simbolo della milanesità: &#8220;A Milano il cognome cinese Hu ha superato i Brambilla. In Brianza sono più gli imprenditori Mohammed dei Brambilla&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultima moda a Milano è quella di addossare agli immigrati la colpa delle inefficienze dell&#8217;amministrazione o addirittura dell&#8217;ingordigia degli speculatori edilizi. Sergio Galimberti, presidente dell&#8217;Amsa, spicca tra tutti per salomonicità: se la città è sporca è colpa da una parte dei milanesi e, dall&#8217;altra, degli immigrati &#8211; naturalmente chi dovrebbe mantenere la pulizia, cioè l&#8217;Amsa, non ha nessuna colpa. In un&#8217;intervista al quotidiano Cronacaqui Galimberti spiega: &#8220;Se Milano è una &#8216;città africana&#8217;, come dite voi, è colpa dei milanesi. [Ma le cose sono spiegabili anche con] il fenomeno dell&#8217;immigrazione. Non è facile educare gli italiani, figuriamoci le persone che arrivano da culture diverse&#8221;. Il viceministro leghista delle infrastrutture Roberto Castelli (della recente condanna da lui subita potete leggere <a href="http://milanointernazionale.it/2009/06/01/in-breve-da-milano-e-dalla-lombardia-1-giugno-2009/" target="_blank">qui</a>), denuncia in un&#8217;intervista al Mondo il pericolo degli &#8220;immigrati che arrivano in maniera incontrollata. Non possiamo accettare che per ospitare questa nuova popolazione si dissemini di case tutto il territorio &#8221; &#8211; secondo Castelli quindi la cementificazione sarebbe un problema causato dagli immigrati! Peccato che tra i principali responsabili ci siano proprio lui e i suoi colleghi leghisti, con le politiche che conducono in regione a favore degli speculatori. Il già citato leghista Matteo Salvini ha avuto da parte sua uno scambio di battute con il giornale del suo partito, la Padania, in cui punta l&#8217;indice sugli immigrati accusandoli di essere responsabili dello spopolamento di Milano: &#8220;Padania: Da molti anni la tendenza è espellere i residenti da Milano &#8211; Salvini: Sono i milanesi che spesso e volentieri si arrendono, vanno a vivere in altre parti per una serie di condizioni ritenute migliori. Vanno dove gli italiani sono in maggioranza e dove c&#8217;è un tessuto sociale comprensibile&#8221;. E&#8217; lui invece che evidentemente non &#8220;comprende il tessuto sociale&#8221; e dimostra di essere ignorante in materia di storia milanese: lo svuotamento è cominciato a pieno ritmo trent&#8217;anni fa quando di immigrati dall&#8217;estero a Milano non ce ne erano, ed è dovuto ai folli prezzi delle abitazioni voluti dagli speculatori, nonché all&#8217;invivibilità di una città piegata agli imperativi del capitale.</p>
<p>La Lega Nord d&#8217;altronde punta costantemente a vendersi al popolo rimanendo saldamente dalla parte dei padroni. Ne è una testimonianza tra le altre cose la retorica di un recente articolo della Padania a firma Carlo Passera e intitolato &#8220;Operai e Pmi, tutti con la Lega&#8221;. Il sottotitolo elabora il concetto: &#8220;Il movimento potrebbe sfondare su due fronti: quello della Padania produttiva e quello dell&#8217;elettorato popolare che non si identifica più nella sinistra&#8221;. Salta subito all&#8217;occhio che per i leghisti sono produttivi solo gli imprenditori, mentre il popolo è relegato al ruolo di semplice e passivo elettore. Nel testo dell&#8217;articolo il concetto viene confermato. &#8220;E&#8217; nota la consonanza, ad esempio, tra bossiani e Paolo Grassi (leader della Confapi, Confederazione delle piccole e medie imprese private)&#8221;, scrive il quotidiano leghista, che vanta a titolo di esempio anche gli ottimi rapporti tra la Lega e l&#8217;Api bresciana (associazione locale delle piccole e medie imprese). Quindi sul fronte dei padroni i leghisti sono chiari. E sul fronte operaio? L&#8217;unico accenno a un interesse concreto sono le poche righe, all&#8217;interno del lungo articolo, dedicate all&#8217;apertura di una sezione della Lega all&#8217;Om-Iveco di Brescia, ma il quotidiano omette di menzionare che alle ultime elezioni dei rappresentanti la Lega ha registrato una vera e propria debacle. Per il resto gli operai esistono solo come &#8220;carne da macello&#8221; per la propaganda antimmigrati: &#8220;chi conosce la Lega sa che in tutta Europa i movimenti che più degli altri si fanno portavoce delle istanze anti-islamiche e anti-clandestini ottengono significativi consensi nei ceti medio bassi (operai, pensionati <em>in primis</em>)&#8221; e tra i 5 fattori che secondo la Padania spingono l&#8217;elettorato operaio verso la Lega due (illustrati in modo articolato) riguardano la crisi della sinistra, altri due l&#8217;immigrazione e la sicurezza (anch&#8217;essi articolati), solo a punto 4 compare un secco &#8220;crisi economica&#8221;, ma senza nessuna ulteriore spiegazione. Il concetto è reso ancora più chiaro quando si scrive che la Lega riesce &#8220;a intercettare l&#8217;elettorato in uscita dalla sinistra, grazie all&#8217;attenzione posta verso temi come quelli dell&#8217;immigrazione e della sicurezza&#8221;. Insomma, i licenziamenti, il precariato, la sicurezza del lavoro, la disoccupazione in continua crescita per la Lega non esistono, né la interessano, a differenza dei dinée dei padroni e padroncini.</p>
<p>In compenso il Carroccio acquisisce tra le sue fila un nuovo importante adepto. No, non è il mitico sig. Brambilla, bensì il cav. Berlusconi. Tutti i quotidiani hanno riportato la sparata fatta da quest&#8217;ultimo la settimana scorsa: &#8220;Un sabato pomeriggio, trovandomi a passeggiare in una strada centrale di Milano, c&#8217;era il 60 per cento dei presenti che non era italiano. Quindi non vorrei che andando avanti di questo passo, si possa arrivare a che Milano, in certe vie, sia più vicina a una città d&#8217;Africa che a una città italiana. C&#8217;è chi vuole una società multietnica e multicolore, noi non siamo tra questi. Non accettiamo che talvolta camminando in una città come Milano non sembra di essere in una città italiana o europea ma sembra di essere in una città africana. Questo non lo accettiamo&#8221;. Si è immediatamente schierato con lui il prefetto Gian Valerio Lombardi (&#8220;E&#8217; innegabile quanto affermato dal premier&#8221;) che si fa anche lui produttore di immagini a colpo sicuro, parlando della presenza di 400.000 immigrati nella provincia di Milano: &#8220;E&#8217; come avere una città come Firenze dentro il nostro territorio&#8221;. Nostro? E gli immigrati che ci lavorano sono esclusi dal &#8220;noi&#8221;? Senza contare poi che lo stesso Lombardi è un immigrato napoletano. Ma Lombardi va già ancora più duro: &#8220;Più aumentiamo la componente di persone che non conosciamo, più dobbiamo mettere in conto il rischio terrorismo&#8221;. Se proprio è così magari Lombardi farebbe bene a scendere dall&#8217;auto blu e cominciare finalmente a conoscere i suoi colleghi immigrati in questa città. Sulla &#8220;Milano africana&#8221; di Berlusconi vanno registrate ancora un paio di dichiarazioni. Secco e chiaro Filippo Penati (attualmente in odore di trombatura): &#8220;ci sono troppi rom e clandestini&#8221;. La Russa scimmiotta Catania e cade anche lui nel ridicolo: &#8220;Milano non è una città africana per i servizi, la qualità della vita e le risposte che sa dare ai suoi cittadini&#8221;. In Milano Internazionale non siamo mai stati teneri con l&#8217;archistar Massimiliano Fuksas, ma questa volta dobbiamo ammettere è stato l&#8217;unico che abbia risposto in maniera secca ed efficace a Berlusconi: &#8220;Milano è stupenda e se assomiglia all&#8217;Africa allora è ancora più bella&#8221;.</p>
<p>Ma torniamo a Gian Valerio Lombardi. Con una lettera al Giorno lamenta il problema assillante della movida. Per risolverlo propone di imitare il modello inglese e di introdurre una normativa che comporti punizioni per chi tenga &#8220;una condotta antisociale&#8221;. Insomma, una sorta di &#8220;diritto penale personalizzato che individua la responsabilità singola e accresce il controllo sociale&#8221;. E conclude con una frase orwelliana: &#8220;Incidere subito sui comportamenti antisociali, con misure individuali, potrebbe essere la strada giusta. E non solo per gli eccessi della movida!&#8221;. Che la propaganda sia attiva a tutto campo lo testimonia anche &#8220;il sondaggio della paura&#8221;, come lo definisce il Corriere della Sera. Circa due settimane fa la Commissione per le pari opportunità del Comune di Milano ha fatto distribuire nelle scuole superiori della città un questionario sulla sicurezza, che rientrerebbe nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Vado in giro da sola&#8221;. Solo che il Comune non ha motivato in alcun modo le caratteristiche e, soprattutto, le finalità del progetto e i sindacati della scuola hanno osservato che quest&#8217;ultimo è decontestualizzato da qualsiasi processo educativo, mentre è molto ben contestualizzato in uno scenario politico in cui la paura è strumento di propaganda elettorale. Senza contare poi che alcune domande si rispondono da sole, come quella sull&#8217;utilità degli &#8220;assistenti civici&#8221; (tradotto in italiano: le ronde), definiti nel questionario: &#8220;persone selezionate che contribuiscono a garantire la sicurezza in città&#8221;.</p>
<p>(fonti: Corriere della Sera, Repubblica, Cronacaqui, Padania, Il Mondo, Il Giorno del periodo dal 1 giugno a oggi)</p>
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		<title>Ora e sempre repressione</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 12:15:32 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[=>   Notizie e approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ora e sempre repressione di Andrea Ferrario Nel solo giro di un mese c&#8217;è stato un fiorire di notizie che parlano di una Lombardia sempre più attanagliata dalla repressione. Si va dalla paranoia poliziesca, alla militarizzazione, agli sgomberi e agli spari contro gli immigrati, fino ai divieti più assurdi. E intanto il centrosinistra rincorre la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=570&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ora e sempre repressione</strong></p>
<p><strong>di Andrea Ferrario</strong></p>
<p>Nel solo giro di un mese c&#8217;è stato un fiorire di notizie che parlano di una Lombardia sempre più attanagliata dalla repressione. Si va dalla paranoia poliziesca, alla militarizzazione, agli sgomberi e agli spari contro gli immigrati, fino ai divieti più assurdi. E intanto il centrosinistra rincorre la destra sullo stesso terreno.</p>
<p><span id="more-570"></span></p>
<p><strong>1. Ora e sempre paranoia</strong></p>
<p>&#8220;Ora e sempre resistenza&#8221; è un bello slogan, positivo, che invita alla lotta adesso e in futuro, riallacciandosi all&#8217;esperienza di chi in passato ha liberato l&#8217;Italia dai nazifascisti. Oggi però evidentemente è diventato roba pericolosa. Il 12 maggio qualcuno lo ha tracciato con lo spray su un muro esterno, e anche abbastanza nascosto a giudicare dalle foto, della Facoltà di Biologia dell&#8217;Università Statale di Milano. Accompagnandolo con una stella rossa che, si affrettano a specificare i giornali, &#8220;è dipinta internamente e quindi non tracciata per linee come erano quelle utilizzate, per esempio, delle Brigate Rosse&#8221;. Insomma, al massimo una questione che riguarda l&#8217;Amsa. E invece no, le cronache ci informano che &#8220;sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo informativo, che si stanno occupando delle indagini&#8221;! Un altro caso di paranoia politico-repressiva è quello della scuola elementare di viale Puglie, in zona Corvetto sempre a Milano. Alcuni insegnanti avevano appeso alle finestre dei cartelli con su scritto semplicemente &#8220;meno 1&#8243;, una forma pacifica e civilissima di protesta per fare sapere all&#8217;esterno che in seguito alla riforma Gelmini in quella scuola l&#8217;anno prossimo ci sarà un insegnante in meno. Non sia mai! Sono arrivati due agenti in borghese della Digos intimando alla dirigenza di fare rimuovere i cartelli. La preside ha eseguito subito gli ordini e ha fatto rimuovere cartelli analoghi anche dall&#8217;altra scuola che dirige, in via Martinengo. Ormai siamo alla paranoia completa, a un tristissimo &#8220;ora e sempre repressione&#8221;. Ce lo conferma un&#8217;altra lunga serie di notizie che riportiamo qui di seguito.</p>
<p><strong>2. Ora e sempre militarizzazione</strong></p>
<p>&#8220;L&#8217;importante è evocare il clima d&#8217;assedio con i milanesi costretti in un fortino. Ma poi &#8216;arrivano i nostri&#8217;, cioè i militari&#8221;, scrive la Repubblica informando della proroga delle pattuglie di militari a Milano. Erano state introdotte un anno fa, per un periodo semestrale prorogabile &#8220;al massimo per altri sei mesi&#8221;. E invece, dopo la prima conferma per altri sei mesi, adesso sono state prorogate addirittura per un anno e mezzo, fino al 31 dicembre 2010, diventando così di fatto un dispositivo permanente. Schizofreniche le dichiarazioni rilasciate dai vari De Corato ecc. in questi giorni: da una parte si vanta un giorno l&#8217;efficacia delle pattuglie di militari citando cifre sul calo della criminalità (in realtà in atto progressivamente da anni, oltretutto in maniera ancora più marcata là dove, come a Brescia per esempio, le pattuglie non ci sono), dall&#8217;altra il giorno dopo se ne chiede il rinnovo a causa dell&#8217;aumento degli stupri. Intanto però sono riusciti a fare passare il concetto che la militarizzazione del territorio e delle città è ammissibile. Fino al punto che ora Pdl e Lega propongono un raddoppio del numero di soldati per esportare la militarizzazione anche all&#8217;hinterland milanese e al resto della regione (La Russa la vorrebbe, per esempio, nella già citata Brescia).</p>
<p><strong>3. Ora e sempre razzismo</strong></p>
<p>Allo stesso tempo è stata annunciata la proroga di un anno della nomina del prefetto Giovanni Lombardi a commissario straordinario per i rom. La notizia è arrivata in contemporanea allo sgombero del Marchiondi a Baggio dove, secondo quanto riferisce la stampa, si erano da tempo insediati circa 100 rom che si sono pacificamente allontanati all&#8217;arrivo delle forze dell&#8217;ordine. Ora l&#8217;edificio sarà disponibile per la &#8220;riqualificazione&#8221; in pensionato universitario, un&#8217;attività che si sta rivelando un bel business: il pensionato &#8220;ecomostro&#8221; di cui si prevede la costruzione in via Botticelli, venduto all&#8217;opinione pubblica come operazione sociale a prezzi calmierati, destinerà per esempio secondo le previsioni solo 50 delle 600 unità abitative all&#8217;affitto calmierato (alla cifra comunque non indifferente di 400 euro al mese) e le restanti 550 al prezzo esorbitante di 800-1.000 euro al mese. Intanto Repubblica informa che i rom espulsi dal Marchiondi si sono reinsediati alla rinfusa in prati e angoli della zona adiacente. Il Comune di Milano, per bocca dell&#8217;assessore alle Politiche Sociali (sic!), ha annunciato che presto si procederà allo sgombero dei campi regolari di via Novara e via Bonfadini. Il vicesindaco Riccardo De Corato da parte sua afferma che nei rimanenti campi regolari &#8220;potrà restare solo chi non è mai stato in galera&#8221;. Intende forse dire che si vuole passare alla regola secondo cui chi è stato in carcere perde il diritto a un&#8217;abitazione? Se fosse così si aprirebbero tempi duri, per esempio, per Salvatore Ligresti&#8230; Il presidente della Provincia naturalmente non ha perso l&#8217;occasione degli sgomberi per fare sentire la sua voce: Filippo Penati ritiene che si faccia troppo poco e invita a una intensificazione della repressione contro i rom e con l&#8217;occasione ricorda anche che non è ancora stata chiusa la moschea di viale Jenner. Gli risponde il presidente del centro culturale di viale Jenner, Abdel Amid Shari: &#8220;Noi eravamo d&#8217;accordo con il prefetto di far passare questo periodo di campagna elettorale sotto silenzio. Ma non vorrei che proprio a ridosso delle elezioni qualcuno ci voglia utilizzare per i propri fini elettorali. E&#8217; strano: Penati per 5 anni non si è accorto della nostra presenza, se non l&#8217;anno scorso. E la Lega sta facendo il suo mestiere. Non per risolvere un problema sociale ma perché vuole utilizzare i musulmani &#8216;cattivi&#8217; per avere qualche voto in più. Noi siamo disponibili al dialogo, ma non possiamo trasferirci se non ci troviamo di fronte a una proposta seria. Sicuramente non moriremo davanti a viale Jenner 50, ma ci facciano una proposta non propagandistica che contempli soddisfazione per la comunità islamica e per la popolazione milanese&#8221;. La stampa da parte sua cavalca la campagna ideologica contro i rom, il quotidiano Cronacaqui per esempio spara un grottesco titolone: &#8220;Expo e pugno di ferro sfrattano gli zingari dal Triboniano&#8221; (nel campo ci sarebbe stata una diminuzione di presenze). Di come si agisca su basi razziste è un esempio poi quanto riferisce il Giorno in un servizio sui pattugliamenti misti vigili-polizia in zona Duomo a Milano. Il quotidiano cita tra virgolette il relativo ordine di servizio: &#8220;Particolare attenzione dovrà essere prestata ai comportamenti degli extracomunitari nelle adiacenze dei portici settentrionali e dell&#8217;Arengario&#8221;.</p>
<p><strong>4. Ora e sempre divieti</strong></p>
<p>Su un altro fronte prosegue la paranoia dei divieti. L&#8217;assessore alla salute di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna (ex An, ora Pdl) ha deciso di vietare il fumo nei parchi della città. In alcuni servizi della stampa si parla di divieto nelle aree a verde attrezzato, e qui va specificato che a Milano, per gonfiare artificialmente le statistiche sulle aree verdi, vengono definite come tali anche numerosi normalissimi viali alberati. L&#8217;associazione di consumatori Codacons plaude all&#8217;intenzione di vietare il fumo delle sigarette nei parchi e arriva al delirio: &#8220;Proibiamo le sigarette anche fuori da scuola e dentro le auto&#8221;. Milano comunque non sarebbe la prima città a introdurre il divieto di fumare nei parchi, lo hanno già fatto altre come Napoli e Verona. E indovinate chi è stato il primo multato a Verona? Naturalmente un romeno! A Brescia invece si vuole vietare il cricket. Perché? Perché la più numerosa comunità di immigrati della città è quella dei pachistani (1.200), per i quali il cricket è lo sport nazionale, così come d&#8217;altronde per i cittadini del Bangladesh (1.000). Il relativo provvedimento naturalmente non citerà esplicitamente il cricket, bensì sancirà il divieto dei giochi sportivi nei parchi. Ma a Brescia esistono in alternativa numerose strutture per tutti gli sport più praticati, fatta eccezione il cricket che sarà quindi di fatto vietato. Così commenta Sayad Shah, portavoce dei pachistani di Brescia: &#8220;E&#8217; l&#8217;ennesimo schiaffo in faccia che riceviamo dalla giunta di centrodestra. L&#8217;alloggio, il rilascio di certificati, la possibilità di pregare: fanno di tutto per renderci difficile il raggiungimento dei nostri diritti fino a farci desistere. Per il cricket abbiamo più volte chiesto che ci mettessero a disposizione un&#8217;area, non ci hanno mai risposto. Ma fosse solo un problema sportivo&#8230;&#8221;. In provincia intanto si spara agli immigrati. Un pensionato di Bedizzole ha sparato a un nigeriano che aveva citofonato per vendergli della merce. L&#8217;uomo ora è in ospedale con una prognosi di venti giorni, si è salvato solo perché si è messo a correre a zig-zag. Il pensionato ha commentato freddamente: &#8220;L&#8217;ho messo in fuga con il fucile. Ma che cosa ho fatto di male?&#8221;.</p>
<p><strong>5. Ora e sempre alla rincorsa della destra</strong></p>
<p>E per finire, mentre la destra lombarda mette in atto una valanga di divieti, raggiungendo in alcuni casi punte di grottesca follia, il centrosinistra cosa fa? La rincorre, naturalmente! L&#8217;8 maggio l&#8217;opposizione di centrosinistra nel consiglio comunale di Milano ha proposto di introdurre una serie di nuovi ennesimi divieti, tra i quali quello di vendere alcolici di asporto dopo le 22 e quello di aprire locali notturni entro 150 metri da parchi e chiese.</p>
<p>(fonti: Il Giorno, 18 maggio, 26 maggio; Cronacaqui, 19 maggio; Repubblica, 13 maggio; 17 maggio; 19 maggio, 29 maggio; DNews Milano, 19 maggio; Corriere della Sera, 13 maggio, 20 maggio, 23 maggio)</p>
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		<title>Milano Internazionale &#8211; Cronache &#8211; N. 18 del 11 aprile 2009</title>
		<link>http://milanointernazionale.it/2009/04/11/milano-internazionale-cronache-n-17-del-11-aprile-2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 11:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanointernazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[=>   Notizie e approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnia delle opere]]></category>
		<category><![CDATA[Comunione e liberazione]]></category>
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		<description><![CDATA[SOMMARIO: 1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT 2) EMARGINATI, IMMIGRATI E GAY NEL MIRINO 3) CORDIALI INIMICIZIE: PODESTÀ, FORMIGONI E AFFARI 4) IL PAPA COL PRESERVATIVO? NON SI PUO&#8217; 1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT Da svariati mesi il sito Affaritaliani.it, e in particolare la sua pagina quotidiana su Milano, si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=369&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span>SOMMARIO:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>2) EMARGINATI, IMMIGRATI E GAY NEL MIRINO</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>3) CORDIALI INIMICIZIE: PODESTÀ, FORMIGONI E AFFARI</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>4) IL PAPA COL PRESERVATIVO? NON SI PUO&#8217;</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Da svariati mesi il sito Affaritaliani.it, e in particolare la sua pagina quotidiana su Milano, si sta guadagnando sempre più frequenti citazioni dai grandi media. La cosa non sorprende affatto se si prende in esame il suo ultimo &#8220;scoop&#8221; (che a noi sembra solo una disgustosa &#8220;bufala&#8221;) sull&#8217;omicidio di Abba avvenuto nel settembre scorso. Il sito ha messo in linea in esclusiva delle riprese effettuate da telecamere di sicurezza automatiche in via Zuretti nella notte dell&#8217;omicidio &#8211; le potete vedere a: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EoJnOcxSwfM" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=EoJnOcxSwfM</a> . Nelle riprese (senza audio) si vedono i ragazzi che fuggono (Abba indossa con una felpa bianca), i due assassini che li rincorrono armati di bastone e spranga e Abba che a un certo momento, quando si sono avvicinati, si volta e affronta i due aggressori, che poi cominciano a colpirlo, ma fuori del campo di ripresa delle telecamere. Nulla di nuovo, tutto corrisponde alle testimonianze dei ragazzi aggrediti (che hanno sempre affermato che Abba a un certo punto è tornato sui suoi passi per difendersi dagli aggressori armati: un atto di coraggio che va a suo onore). Affaritaliani.it ammicca ai lettori puntando sul truculento, scrivendo che il filmato &#8220;mostra la morte in diretta del giovane&#8221;, cosa non vera perché il momento della sua uccisione non viene mostrato dalle telecamere. Poi prosegue, parlando di &#8220;colluttazione, i ragazzi che deridono e scherniscono i due negozianti. Uno di loro sembra anche voler colpire uno dei due commercianti&#8221;. Nulla di questo (&#8220;deridono e scherniscono&#8221;) è visibile nel filmato, di fronte i due aggressori armati Abba, come chiunque altro avrebbe fatto, ha sicuramente detto qualcosa, si vede che cercano di tenerli a distanza &#8211; ma &#8220;deridono e scherniscono&#8221; e &#8220;sembrano voler colpire&#8221; sono puro frutto della fantasia di Affaritaliani.it. Non mancano altre &#8220;supposizioni&#8221; nel lungo commento del sito (lungo perché le immagini non dicono affatto quello che si vuole propinare al lettore e pertanto si rende necessario un testo di accompagnamento verboso), come per esempio quando scrive che &#8220;Daniele [l'autore materiale dell'omicidio] avanza con la spranga, probabilmente in soccorso [!!] del padre&#8221; &#8211; ad Affaritaliani.it evidentemente sfugge il particolare che i due sono armati mentre i ragazzi sono a mani nude, quindi non si può assolutamente parlare di &#8220;soccorso&#8221; di uno dei due aggressori all&#8217;altro (e non a caso Affaritaliani ricorre all&#8217;espediente retorico del &#8220;probabilmente&#8221;). Nel linguaggio di Affaritaliani l&#8217;aggressione omicida con bastoni e spranghe diventa &#8220;solo una rissa [!!], finita in tragedia&#8221;. Lo scopo ultimo appare quindi quello di lavare &#8220;l&#8217;onta di Milano&#8221;, cioè rassicurare i buoni borghesi razzisti per i quali quando un nero viene ucciso da bianchi si tratta solo di una rissa. Leggere per credere, tenendosi forte lo stomaco: &#8220;le immagini lavano via, a quest&#8217;atto di violenza, almeno l&#8217;onta del razzismo che pesava sulla città di Milano. L&#8217;accusa, quella di essere una città razzista, che nei giorni immediatamente successivi al 14 settembre 2008, venne rivolta a tutti i milanesi. In città ci furono manifestazioni, dichiarazioni, violenze fisiche, verbali e mobilitazioni. Tutto per un delitto che di razzista invece non ha nulla&#8221;. A parte il fatto che non si capisce cosa intenda Affaritaliani.it quando parla di &#8220;manifestazioni&#8221; mettendole in collegamento con inesistenti &#8220;violenze fisiche e verbali&#8221;, rimane il fatto che non è Milano a essere razzista e non c&#8217;è nessuna onta da lavare per la città. Razzisti sono determinate persone, determinati poteri, determinati assassini che hanno tutti nome e cognome e che, come si deve constatare ancora una volta, trovano ampio spazio giustificativo nei media, anche quando in gioco c&#8217;è l&#8217;omicidio brutale a sprangate di un giovane ragazzo disarmato. Non è un caso che lo &#8220;scoop&#8221; di Affaritaliani.it sia stato immediatamente ripreso dal quotidiano dei quotidiani di Milano, il Corriere della Sera, che ricalcando i testi del sito parla di &#8220;ragazzi che accettano [!!] la rissa&#8221;, &#8220;le immagini sembrano chiarire la dinamica di una lite degenerata in pestaggio&#8221;. Come se non bastasse, Affaritaliani.it sale in cattedra per dare lezioni di giornalismo. Il 26 aprile terrà al villaggio Barona un seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e della marginalità, il tutto in collaborazione con soggetti di primissimo piano come l&#8217;Ordine dei Giornalisti di Lombardia, la Fondazione Cariplo, l&#8217;Università Cattolica e l&#8217;Università Statale. Tra gli &#8220;spunti di riflessione&#8221; che Affaritaliani.it cita nel suo sito in vista del seminario si legge: &#8220;ci sarà sempre bisogno di informazione attendibile, trattata con professionalità e autonomia, e con una forte tensione etica. Perché, allora, non approfittare di questi anni molto tempestosi per la professione giornalistica? Potrebbe essere l&#8217;occasione per migliorarne l&#8217;immagine verso un pubblico che non la considera più come una volta&#8230; Correggendo vizi, cambiando modi di scrivere e di raccontare&#8221;. Complimenti! Prima di dare lezioni agli altri sarebbe però forse il caso che Affaritaliani.it cominciasse a riflettere sulle differenze che ci sono tra una &#8220;rissa&#8221; e un&#8217;aggressione omicida a sprangate contro una persona disarmata e sul fatto che è meglio non riempire i propri articoli di &#8220;probabilmente&#8221; e &#8220;sembra&#8221; a sostegno di tesi preconcette: a differenza di quanto evidentemente pensano molti operatori dei media con eccellenti padroni ed eccellenti relazioni, i lettori non sono scemi.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: <a href="http://www.affaritaliani.it" target="_blank">http://www.affaritaliani.it</a> [sezione Milanoitalia], 7 aprile, 10 aprile; Corriere della Sera, 8 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>2) EMARGINATI, IMMIGRATI E GAY NEL MIRINO</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Nel giro di una sola manciata di giorni, più precisamente dal 6 al 10 aprile, le pagine lombarde dei giornali hanno pubblicato una serie di notizie che nel loro insieme danno un quadro sempre più preoccupante di violenza ed emarginazione, in particolare per quanto riguarda gli immigrati, ma non solo. La notizia più agghiacciante riguarda l&#8217;uccisione da parte di due poliziotti di un barbone che frequentava la Stazione Centrale di Milano, avvenuta sette mesi fa e catalogata all&#8217;epoca dalla polizia come decesso per malore. Secondo la versione data allora dagli agenti della Polfer, Giuseppe Turrisi, di 58 anni, era stato fermato perché disturbava e portato nell&#8217;ufficio della polizia in stazione, dove il barbone, ubriaco, avrebbe dato in escandescenze minacciandoli con un taglierino. Ne sarebbe nata una colluttazione in conseguenza del quale Turrisi si sarebbe sentito male, con il conseguente decesso in ambulanza per arresto cardiaco. I risultati dell&#8217;autopsia hanno però insospettito la magistratura: &#8220;ecchimosi al volto, al capo, al torace, al braccio sinistro, infiltrazioni emorragiche alla testa e alle reni, ma soprattutto una costola che rompendosi ha spaccato la milza&#8221;, come scrive il Corriere della Sera. Insomma, emerge il quadro di un brutale pestaggio contro un uomo che fin dall&#8217;inizio si reggeva a stento in piedi, aggravato dalla falsificazione del relativo rapporto. Durante l&#8217;inchiesta nessuno dei colleghi degli agenti ha confermato la presenza di un taglierino, tranne uno che però è ora indagato per favoreggiamento. I due poliziotti adesso sono in stato di arresto accusati di omicidio, falso e calunnia. Vanno registrate anche alcune reazioni riprese dal Corriere della Sera: il questore Vincenzo Indolfi e il capo della Polfer lombarda, Claudio Caroselli, parlano di verità emersa grazie a un&#8217;indagine interna, ma dalla cronaca del Corriere risulta chiaro che la verità è emersa in seguito all&#8217;autopsia e ai sospetti che ha ingenerato nei magistrati. Calderoni ha detto tra le altre cose che &#8220;questi ragazzi hanno peccato di ingenuità&#8221;, mentre Gabriele Ghezzi del Siulp, uno dei sindacati di polizia, ha dichiarato direttamente &#8220;esprimiamo solidarietà ai colleghi&#8221;. AGGIORNAMENTO DEL 24 APRILE: Come riferisce il Corriere della Sera, il Tribunale del riesame ha accolto le argomentazioni della difesa derubricando l&#8217;omicidio da volontario a preterintenzionale e concedendo gli arresti domiciliari ai due poliziotti che erano stati incarcerati l&#8217;1 aprile.<br />
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<p class="MsoNormal"><span>Due altre notizie dalla Lombardia illustrano con chiarezza le prime conseguenze pratiche del decreto del governo in base al quale i medici possono denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono al pronto soccorso o alle strutture ospedaliere. A Pavia un ragazzo sudamericano di 20 anni, senza permesso di soggiorno, è rimasto a letto in casa per dieci giorni con dolori acuti e febbre molto alta, rifiutando il consiglio degli amici di andare in ospedale per il timore di essere denunciato. Alla fine, grazie anche all&#8217;intervento della Caritas, si è recato ormai in gravi condizioni all&#8217;ospedale dove è stato subito ricoverato in rianimazione. Aveva una normale appendicite che però, non essendo stata curata, è degenerata e ora lotta tra la vita e la morte. A Brescia un senegalese, Maccan Ba, dopo svariati giorni di sofferenza per un forte mal di denti ha vinto le paure e si è recato agli Spedali Riuniti, dove è stato denunciato, fermato da due agenti e portato in questura per 10 ore, come riferisce il Corriere della Sera. Naturalmente si tratta di due soli casi giunti sulle cronache dei giornali lombardi, che però sono emblematici di una situazione sicuramente molto più generalizzata. All&#8217;ex Cpt di via Corelli di Milano (oggi diventato Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati) una cinquantina di detenuti è salita sul tetto per protestare contro la proroga fino a sei mesi della facoltà di trattenere gli immigrati irregolari nei centri. Uno di loro è rimasto ferito, secondo la versione della polizia perché alla vista di quest&#8217;ultima ha tentato di calari dal tetto. I manifestanti invece parlano di scontri, testimonianza avvalorata da materiali audio pubblicati sul sito <a href="http://www.autistici.org">http://www.autistici.org</a> in cui si sente un ospite del Cpt che, come scrive il Corriere, &#8220;urla all&#8217;arrivo dei poliziotti denunciando un atteggiamento aggressivo&#8221;.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>La notte tra il 4 e il 5 aprile, alla vigilia del raduno neonazista organizzato da Forza Nuova, c&#8217;è stato un violento raid contro un locale frequentato da gay, il circolo Toilet sui Navigli. Quattro uomini con le teste rasate scesi da un automobile senza targa hanno assaltato il locale armat di cric e cacciaviti al grido di &#8220;froci comunisti&#8221;. Tra le vittime un ragazzo ferito alla testa con il cric e il gestore del locale preso a pugni. Secondo quanto riferise Repubblica due dei responsabili sono stati raggiunti dagli agenti e denunciati per resistenza a pubblico ufficiale (?!). Secondo l&#8217;ufficio volanti, nonostante i fatti evidenti &#8220;non ci sarebbero elementi tali da provare la matrice politica e omofobica dell&#8217;aggressione&#8221; &#8211; una reazione che ricalca i recenti numerosi casi in cui aggressioni chiaramente razziste, politiche e omofobiche sono state catalogate dalle forze dell&#8217;ordine come prive della relativa matrice.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Corriere della Sera, 7 aprile, 8 aprile, 9 aprile, 10 aprile; Repubblica, 6 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>3) CORDIALI INIMICIZIE: PODESTÀ, FORMIGONI E AFFARI</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Il Corriere Economia ha pubblicato un articolo di Jacopo Tondelli sul candidato del Pdl alla presidenza della Provincia di Milano, Guido Podestà, in cui si parla dei suoi conflitti con Formigoni e dei suoi interessi d&#8217;affari. Tra Podestà e Formigoni esiste una lunga e articolata &#8220;cordiale inamicizia&#8221;. Podestà, che è un berlusconiano di ferro, &#8221; nel 2007 ha sfidato e battuto la componente formigoniana legata a Comunione e Liberazione del partito per diventare coordinatore provinciale. Dinamiche analoghe, l&#8217;anno seguente, quando è succeduto a Maria Stella Gelmini ai vertici regionali&#8221;. Ma gli attriti riguardano anche il versante economico, a partire da quello della sanità. La moglie di Podestà, Noevi Zanella, controlla l&#8217;80% del gruppo Zanella, del quale fa parte la Residenze Heliopolis, una società che gestisce case di residenze per anziani e che si è vista rifiutare l&#8217;accreditamento in Regione. Come scrive Tondelli, &#8220;il tentativo di allargare il potenziale bacino di utenza attraverso l&#8217;accreditamento di Heliopolis finora [si è infranto] contro il muro della regione formigoniana&#8221;, tanto che la Heliopolis ha presentato ricorso presso il Tar lamentando un &#8220;blocco indistinto degli accreditamenti&#8221;. Podestà è consigliere di amministrazione in svariate società del gruppo controllato dalla moglie, che raccoglie oltre 20 aziende con un giro di affari di una ventina di milioni e che operano nei settori assicurazioni, finanza, immobiliare, consulenze, oltre alla già citata sanità. Intanto, secondo quanto riferisce Rodolfo Sala sulla Repubblica, nella ciellina Compagnia delle Opere, fino a oggi il fulcro del potere di Roberto Formigoni, le acque sono agitate. Il Pdl si sta preparando a trasformarsi in un vero partito in Lombardia e Formigoni, da questo punto di vista, è un ostacolo. L&#8217;uomo che avrebbe il compito di traghettare la Compagnia delle Opere e Cielle verso una posizione più neutrale nei confronti dell&#8217;ala berlusconiana sarebbe Maurizio Lupi, ex assessore milanese all&#8217;urbanistica (il &#8220;padrino&#8221; dell&#8217;attuale assessore Masseroli) e attualmente vicepresidente della camera, sempre più spesso mandato a parlare di fronte alle telecamere a nome del Pdl. Secondo voci riportate dalla Repubblica Lupi sarebbe addirittura candidato a sostituire Moratti alla guida del Comune di Milano quando nel 2011 scadrà il mandato dell&#8217;attuale sindaco. Una conferma del calo delle quotazioni di Formigoni all&#8217;interno del sistema di potere lombardo sarebbe data dal recente avvicendamento ai vertici della Fiera di Milano, che ha visto i ciellini formigoniani perdere completamente la partita a favore di berlusconiani (Perini), leghisti ed esponenti di Alleanza Nazionale. Va tuttavia osservato che Formigoni nelle settimane scorse ha ottenuto il controllo di fatto della gestione delle grandi opere per l&#8217;Expo, che è stata assegnata al Tavolo Lombardia da lui presieduto.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Corriere della Sera, 6 aprile; Repubblica, 10 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>4) IL PAPA COL PRESERVATIVO? NON SI PUO&#8217;</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Al liceo Beccaria di Milano si è verificato un fatto che la dice lunga sull&#8217;atmosfera soffocante che regna nelle scuole. Poco prima di Pasqua i redattori dell&#8217;Urlo, giornalino scolastico, hanno distribuito nelle classi il nuovo numero, sulla cui copertina compariva una vignetta che raffigurava il papa Benedetto XVI con un preservativo in testa. La preside ha fatto immediatamente ritirare le copie, ha fatto strappare la prima pagina incriminata, e poi ha fatto ridistribuire il numero nelle classi! Come ciliegina sulla torta, ha ottenuto dai ragazzi l&#8217;assicurazione che al ritorno dalle vacanze si scuseranno con la &#8220;comunità scolastica&#8221;.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>(fonte: Corriere della Sera, 9 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/milanointernazionale.wordpress.com/369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/milanointernazionale.wordpress.com/369/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/milanointernazionale.wordpress.com/369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/milanointernazionale.wordpress.com/369/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/milanointernazionale.wordpress.com/369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/milanointernazionale.wordpress.com/369/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/milanointernazionale.wordpress.com/369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/milanointernazionale.wordpress.com/369/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/milanointernazionale.wordpress.com/369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/milanointernazionale.wordpress.com/369/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/milanointernazionale.wordpress.com/369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/milanointernazionale.wordpress.com/369/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/milanointernazionale.wordpress.com/369/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/milanointernazionale.wordpress.com/369/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=369&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Milano Internazionale &#8211; Cronache &#8211; N. 17 del 5 aprile 2009</title>
		<link>http://milanointernazionale.it/2009/04/05/milano-internazionale-cronache-n-17-del-5-aprile-2009/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 16:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanointernazionale</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Speculazione immobiliare]]></category>

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		<description><![CDATA[SOMMARIO: 1) UN PO&#8217; DI DATI SUGLI IMMIGRATI IN LOMBARDIA 2) LOMBARDIA, LA SPECULAZIONE EDILIZIA NON SI FERMA 3) SCUOLE AL COLLASSO 4) AGGIORNAMENTI SU EXPO 2015 5) &#8220;CATTEDRALI NEL DESERTO&#8221;: DOPO MALPENSA ARRIVA MONTICHIARI 6) LA LEGA NON PARLA IL DIALETTO, MA CI COSTA 280.000 EURO 1) UN PO&#8217; DI DATI SUGLI IMMIGRATI IN [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&amp;blog=7100082&amp;post=321&amp;subd=milanointernazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span>SOMMARIO:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>1) UN PO&#8217; DI DATI SUGLI IMMIGRATI IN LOMBARDIA</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>2) LOMBARDIA, LA SPECULAZIONE EDILIZIA NON SI FERMA</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>3) SCUOLE AL COLLASSO</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>4) AGGIORNAMENTI SU EXPO 2015</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>5) &#8220;CATTEDRALI NEL DESERTO&#8221;: DOPO MALPENSA ARRIVA MONTICHIARI</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>6) LA LEGA NON PARLA IL DIALETTO, MA CI COSTA 280.000 EURO</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>1) UN PO&#8217; DI DATI SUGLI IMMIGRATI IN LOMBARDIA</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>In totale in Lombardia, secondo un Rapporto della Fondazione Ismu e della Regione aggiornato all&#8217;anno 2008, vivono 1 milione e 60.000 stranieri, vale a dire circa il 10% della popolazione complessiva. Di questi, secondo le stime, 148.000 sono immigrati irregolari. Circa 338.000 degli immigrati che vivono in Lombardia provengono dall&#8217;Europa Orientale (+88.000 rispetto al 2007), 228.000 dall&#8217;Asia (+14.000), 218.000 dal Nord Africa (+17.000) e 139.000 dall&#8217;America Latina. Per la prima volta il ruolo di Milano come polo di attrazione degli immigrati risulta in calo. Sette anni fa un terzo degli stranieri della regione si stabiliva nella capitale lombarda, oggi sono solo un quinto, cioè 215.000. E sempre per la prima volta, scrive Oriana Liso di Repubblica, &#8220;la somma delle presenze negli altri comuni della provincia (232.000) sorpassa le presenze a Milano, cresciute di pochissimo rispetto al 2007: un 1,6% ben lontano dai dati di Bergamo (+9,2% in un anno) o Varese (+16,3%)&#8221; &#8211; si tratta di sviluppi che ricalcano l&#8217;evoluzione dell&#8217;ondata migratoria a Milano dal resto del Nord Italia o dal Sud tra gli anni cinquanta e sessanta. A Milano e nell&#8217;hinterland continuano a concentrarsi gli irregolari: secondo le stime nel capoluogo lombardo sono 38.000. Nel complesso, secondo il rapporto, i romeni sono gli immigrati più integrati: il 31% di loro è proprietario di una casa, l&#8217;82% ha un lavoro regolare. &#8220;Per il secondo anno consecutivo, poi&#8221;, continua Oriana Liso, &#8220;il volume complessivo dei soldi inviati dagli immigrati nei loro paesi di origine (tranne che in Romania) è in calo: un altro segno del fatto che per molti di loro la vera casa inizia a essere l&#8217;Italia. Tanto che vorrebbero anche partecipare alle decisioni politiche e amministrative: [...] il 76,2% di chi è in Italia da più di dieci anni vorrebbe votare, contro il 46,9% di chi è arrivato meno di due anni fa&#8221;, percentuale comunque molto alta. Secondo i dati del rapporto il 55% degli stranieri voterebbe a sinistra, percentuale che si ribalta a favore della destra nel caso degli immigrati dall&#8217;Europa Orientale, i diplomati e i laureati. Inoltre, &#8220;per chi è arrivato da poco in Lombardia il lavoro più diffuso resta l&#8217;assistenza domiciliare (il 15,9% delle donne), mentre per gli uomini è nell&#8217;edilizia&#8221;. Il reddito medio mensile degli stranieri immigrati in Lombardia è di 869 euro e non solo è molto basso, ma è anche in calo rispetto al 2007, quando era di 923 euro. Una mappa pubblicata sempre da Repubblica mostra poi le concentrazioni di immigrati irregolari in Italia. Le aree più fortemente interessate dal fenomeno sono, oltre alle province di Nuoro e Sassari, essenzialmente due: un&#8217;ampia zona che comprende la Lombardia Orientale, il Veneto e la regione di Bologna, da una parte (approssimativamente, il &#8220;regno&#8221; della piccola e media impresa ad alto sfruttamento di manodopera, spesso al nero), e una lunga area che va da Napoli alla Sicilia Orientale, passando per la Calabria (cioè le aree a maggiore controllo diretto da parte delle organizzazioni mafiose e a intensa attività agricola che sfrutta manodopera non qualificata). In un altro articolo, pubblicato da Repubblica Metropoli, si cita il parere dell&#8217;urbanista Paolo Somma, secondo il quale &#8220;le caratteristiche dei quartieri abitati dagli stranieri sono la minore dotazione di servizi, la carenza di manutenzione degli immobili, il degrado degli spazi pubblici. A decidere le zone dove vivono gli stranieri sono i prezzi degli affitti. Si dovrebbe parlare non tanto della nazionalità degli abitanti, ma del loro ceto sociale: gli immigrati oggi occupano le zone dove una volta vivevano le fasce più povere della popolazione&#8221;. Concetti confermati da un altro articolo pubblicato da Repubblica sul tema, e scritto ancora una volta da Oriana Liso, sul numero di studenti stranieri a Milano. Le scuole milanesi dove più della metà degli iscritti sono figli di immigrati stranieri sono concentrate nelle zone 2, 9, 4 e 8, &#8220;una presenza più forte, diffusa a macchie, che segue di fatto il prezzo degli affitti, concentrandosi dove case e negozi costano meno&#8221;. In totale nelle scuole di Milano ci sono 26.000 bambini e ragazzi stranieri, che rappresentano il 14,5% del totale degli iscritti. Stanno crescendo in particolare gli studenti stranieri nelle scuole superiori &#8220;a riprova di un processo di scolarizzazione dei minori stranieri che ha assunto caratteri stabili&#8221;, scrive il Piano di Zona 2009-2011 dal quale sono tratti i dati. In 20 scuole elementari (sulle 142 cittadine) i minori stranieri sono più del 40% degli studenti. Secondo il quotidiano, infine, oltre la metà dei ripetenti sono stranieri.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Repubblica, 23 marzo, 1 aprile, 5 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>2) LOMBARDIA, LA SPECULAZIONE EDILIZIA NON SI FERMA</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Nonostante la stretta creditizia e la crisi economica le cronache lombarde parlano di nuovi grandi progetti di speculazione edilizia con cadenza ormai quasi settimanale. Non sempre però tutto fila liscio e secondo i piani, come illustra il caso delle <strong>aree dismesse Falck a Sesto San Giovanni</strong>, un milione e mezzo di metri quadri da cementificare e la più grande area dismessa d&#8217;Europa. Il fondo Limitless del Dubai ha disdetto l&#8217;accordo preliminare stipulato a fine dicembre con la Risanamento di Luigi Zunino (sempre sull&#8217;orlo del crack per l&#8217;indebitamento con le banche) che prevedeva un acquisto dell&#8217;area da parte degli arabi a 475 milioni di euro per realizzarvi il grande progetto di &#8220;urbanizzazione&#8221; firmato da Renzo Piano. Sebbene alcune voci non confermate dicano che il no della Limitless non è del tutto definitivo e che trattative non ufficiali sarebbero ancora in corso, il problema di individuare soluzioni alternative si è fatto pressante. Il sindaco di Sesto, Giorgio Oldrini (centrosinistra), si è detto disponibile &#8220;a esaudire le richieste, giunte anche dall&#8217;imprenditoria locale, di una regia pubblica e condivisa per la riqualificazione Falck&#8221;. Oldrini sarebbe cioè pronto, secondo il Giorno, a lanciarsi nell&#8217;avventura della creazione di un fondo immobiliare con la partecipazione di Intesa Sanpaolo e la regia del Comune, con l&#8217;obiettivo di realizzare lo stesso progetto di Renzo Piano che avrebbero dovuto mettere in atto prima Zunino e poi Limitless. Milano Finanza invece scrive che si starebbe andando, sempre con il ruolo decisivo di Intesa Sanpaolo, verso un&#8217;ipotesi &#8220;spezzatino&#8221;, cioè la vendita frazionata dell&#8217;area a diversi soggetti, che secondo il quotidiano permetterebbe di ottenere maggiori introiti. I principali fattori in gioco sono tre: 1) Zunino ha debiti insoluti principalmente nei confronti di Intesa Sanpaolo (quasi 500 milioni di euro), che rimane quindi un attore fondamentale; 2) la Risanamento di Zunino non può fallire, altrimenti tutta l&#8217;area rimarrebbe invischiata in una lunga procedura di liquidazione; 3) il valore attualmente quotato per le aree (475 milioni), almeno secondo quanto scrive il Giorno, sarebbe eccessivo: tre anni fa erano state vendute a Zunino per 240 milioni e bisognerebbe tornare verso tale cifra.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Un altro progetto faraonico riguarderà invece <strong>Segrate</strong>, la città dell&#8217;hinterland di Milano dalla quale era cominciata la scalata al potere di Berlusconi con la realizzazione di Milano 2. Il progetto riguarda un&#8217;area di 1,2 milioni di metri quadri, di cui oltre 400.000 edificabili, e avrà un valore di oltre 1 miliardo di euro. Lo realizzerà il bergamasco Antonio Percassi, ex giocatore dell&#8217;Atalanta e ora boss del mattone. Le aree coinvolte saranno Linate, l&#8217;Idroscalo e la zona dell&#8217;ex dogana, e il piano ha avuto l&#8217;avallo, tra gli altri, del presidente della Provincia, Filippo Penati (Pd), dell&#8217;assessore regionale all&#8217;urbanistica Davide Boni (Lega Nord), dell&#8217;assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo (Forza Italia). Cosa offrirà il progetto? Department store con brand di lusso, golf club, cinema multisala, uffici, appartamenti, un museo di arte contemporanea, hotel a 5 stelle e una grande iniziativa di intrattenimento per ora ancora top secret. La stampa riferisce poi di altri progetti di cementificazione che colpiranno l&#8217;area del milanese: a <strong>Vimercate</strong> si costruirà sull&#8217;area del vecchio ospedale, a <strong>Melzo</strong> ci sarà il &#8220;recupero&#8221; dell&#8217;area ex Galbani, altre iniziative riguarderanno invece <strong>Cologno</strong>, <strong>Arcore</strong> e <strong>Cassano</strong>.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>La Provincia di Milano ha presentato un Atlante sul <strong>consumo del territorio</strong> che riporta dati eloquenti. &#8220;Entro breve tempo a Milano il 42% del territorio disponibile sarà occupato da costruzioni: un dato medio, perché in alcune aree si supera già attualmente il 60%. Mediamente la quota di suolo consumato in provincia di Milano è pari al 35,2%. In un futuro neanche troppo lontano la provincia di Monza e Brianza raggiungerà il 60% di urbanizzazione&#8221;, scrive il Cittadino, che prosegue scrivendo che se si somma la superficie urbanizzabile, &#8220;l&#8217;impatto, scorporando il dato medio e considerando le diverse aree è ancora più drammatico: Milano arriverà al 69,9% di superficie occupata, la zona Sud Milano al 41,4% e il legnanese al 54,2%&#8221;.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>La Regione Lombardia ha varato un altro megaprogetto per Milano fortemente voluto da Roberto Formigoni, quello della <strong>Cittadella della Salute</strong>, che riguarderà una superficie di 220.000 metri quadri e ha un costo stimato di 520 milioni di euro. La struttura sorgerà nell&#8217;area dell&#8217;attuale Ospedale Sacco (zona nord-ovest di Milano) e riunirà intorno a quest&#8217;ultimo l&#8217;Irccs Besta e l&#8217;Istituto Tumori di Milano, il tutto entro il fatidico anno dell&#8217;Expo, il 2015. I costi saranno coperti per 228 milioni di euro dalla Regione Lombardia, per 40 milioni dallo Stato e il rimanente sarà a carico del concessionario o verrà messo a disposizione da fondazioni. A presiedere la Cittadella della Salute e il relativo progetto è stato nominato un ciellino d&#8217;eccellenza, Luigi Roth, presidente uscente di Fondazione Fiera Milano.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Si stanno infine gonfiando i costi dell&#8217;autostrada <strong>Pedemontana</strong>, prima ancora che i lavori siano iniziati. Le ultime stime parlano di un costo superiore del 15% rispetto a quanto originalmente previsto, cioè circa 600 milioni di euro in più. Costo destinato probabilmente ad aumentare ulteriormente perché, come scrive Italia Oggi, &#8220;l&#8217;opera è molto complessa, per due terzi l&#8217;autostrada scorre sotto il livello del terreno e probabilmente di varianti che ne saranno altre ancora&#8221;. Il finanziamento di Pedemontana prevede un contributo pubblico di 1,25 miliardi, 514 milioni verranno dai soci privati, i restanti quasi 3 miliardi verranno raccolti mediante indebitamento. Il rendimento per gli investitori privati non sarà inferiore al 7%.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Il Giorno, 22 marzo, 25 marzo, 26 marzo; La Repubblica, 25 marzo; Milano Finanza, 25 marzo, 28 marzo; L&#8217;Eco di Bergamo, 21 marzo; Avvenire, 29 marzo; Il Cittadino Nord Brianza, 21 marzo; E Polis, 28 marzo; Corriere della Sera, 28 marzo; Italia Oggi, 4 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>3) SCUOLE AL COLLASSO</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>&#8220;Alla scuola lombarda mancano 80 milioni di euro [...] secondo una stima della Cisl: soldi che il ministero dovrebbe passare direttamente ai presidi per pagare supplenze, visite fiscali e gli extra per arruolare gli insegnanti nelle commissioni degli esami di maturità. Ma anche per la carta per le fotocopie e quella igienica nei bagni, i corsi di recupero e i computer. Insomma: tutto, tranne gli stipendi dei docenti assunti. Per tappare la voragine le 1305 scuole lombarde da mesi danno fondo alle proprie casse spendendo il poco che rimane dagli anni scorsi&#8221;, scrive sulla Repubblica Franco Vanni. Che prosegue: &#8220;Al liceo Koiné di Monza il debito è tale che la dirigente scolastica ha annunciato ai supplenti che non saranno più pagati: se vogliono possono lavorare gratis. E se l&#8217;istituto Palo Sarpi di Settimo Milanese non ha rinnovato i contratti in scadenza a quattro docenti precari, alla scuola Tolstoj di Desio (materna, elementare e media) se un prof è assente capita che la classe venga smistata in altre aule&#8221;. E&#8217; dal 2006 che i pagamenti hanno cominciato ad arrivare a singhiozzo, ma la situazione è drasticamente peggiorata dal novembre scorso, quando il ministero ha emesso una circolare con cui si azzeravano i fondi di funzionamento (circa il 10% del bilancio delle scuole). &#8220;Ed è di questi giorni la doccia fredda: non solo il debito non sarà saldato, ma è destinato ad aumentare. Le scuole lombarde, infatti, riceveranno per l&#8217;anno solare 2009 circa 70 milioni per coprire spese che ammontano al doppio&#8221;. La Repubblica cita altri casi esemplificativi della situazione a Milano: &#8220;Alla scuola elementare e media Pizzigoni per mancanza di fondi si risparmia sulla sicurezza: all&#8217;ingegnere che faceva i controlli sulla struttura non è stato rinnovato il contratto&#8221;, un fatto grave in una scuola che risale agli anni venti. Alla scuola di via Vespri Siciliani, zona Lorenteggio, è in atto &#8220;un programma di risparmio da tempi di guerra: si stampano le circolari sul retro di fogli usati, si razionano i collegamenti Internet e si chiede ai genitori di contribuire alle spese. Un primo balzello di 20 euro è stato chiesto alle 800 famiglie di elementari e materne a febbraio&#8221;. E ci sono ancora scuole che vanno a pezzi, letteralmente. All&#8217;asilo &#8220;Aldo Moro&#8221; di Abbiategrasso è crollato metà del controsoffitto di un&#8217;aula e calcinacci di cartone pressato sono crollati su insegnati e bambini, due dei quali sono stati portati al pronto soccorso, per fortuna solo con escoriazioni. Il motivo? &#8220;Il personale aveva aperto lievemente le finestre per arieggiare i locali&#8221;, come scrive il Corriere della Sera, e il vento ha creato pressione sul vuoto del controsoffitto. Si è ancora una volta sfiorata la tragedia, perché insieme al cartone pressato sono cadute anche le lampade, che fortunatamente non hanno colpito nessuno. E&#8217; la terza volta in soli cinque anni che si verifica un crollo nelle scuole di Abbiategrasso.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Repubblica, 16 marzo; Corriere della Sera, 25 marzo)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>4) AGGIORNAMENTI SULL&#8217;EXPO</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>In attesa della nomina del pidiellino Lucio Stanca, fedelissimo di Berlusconi, ad amministratore delegato e, forse, presidente di Expo 2015 Spa, ci sono da segnalare alcuni nuovi sviluppi relativi all&#8217;evento che incombe su Milano. &#8220;L&#8217;Espresso&#8221; del 26 marzo ripercorre la storia del progetto del maxitunnel che dovrebbe attraversare la città e che è stato inserito in questi giorni nel dossier Expo 2015. Lo ricordiamo: si tratta di un&#8217;opera da 2 miliardi di euro stimati e lunga 14,5 chilometri (dalla sede dell&#8217;Expo a Rho-Pero fino a Linate), proposta dall&#8217;impresa privata Torno (che nel 2007 aveva 54 milioni di passivo, sottolinea l&#8217;Espresso). L&#8217;idea originaria è della giunta del sindaco Gabriele Albertini, che nel 2006, poco prima di lasciare la poltrona, ha dichiarato di pubblico interesse il progetto che in prima istanza era incentrato sulla costruzione di un tunnel dall&#8217;autostrada da Torino fino alla stazione Garibaldi, lungo più o meno la metà di quello previsto oggi. Secondo il settimanale &#8220;il vero sostenitore del progetto è Roberto Formigoni. A rilanciarlo è uno degli assessori comunali [a lui] più vicini, Carlo Masseroli. L&#8217;estate scorsa i suoi uffici diffondono uno studio che cambia radicalmente le carte in tavola. L&#8217;analisi è elaborata da Infrastrutture Lombarde, longa manus di Formigoni per le grandi opere. [...] Del vecchio obbligo di un garante privato, così scomodo per la Torno, non si parla più. Lo studio ribalta infatti l&#8217;idea di un&#8217;opera che si realizza da sola e, al contrario, ipotizza la necessità di un intervento pubblico: 800 milioni di euro (Iva esclusa) nell&#8217;ipotesi più onerosa fra quelle messe nero su bianco, che peraltro non tiene conto dell&#8217;ineluttabile incremento dei costi che sembra accompagnare ogni opera pubblico. Altro aspetto delicato: il nuovo piano concede alla Torno la gestione del tunnel per un periodo lunghissimo: 40 anni nei documenti di Masseroli; 60 anni a dar retta al progetto riportato dalla società stessa sul suo sito&#8221;. Ma chi c&#8217;è dietro alla Torno? Recentemente è entrato a fare parte della società il finanziere Alberto Rigotti che, sempre secondo l&#8217;Espresso, &#8220;ha saputo ritagliarsi una serie di relazioni eccellenti, intessendo rapporti d&#8217;affari con l&#8217;ex presidente dell&#8217;Unipol, Giovanni Consorte, con Stefania Craxi e, soprattutto, con Marcello Dell&#8217;Utri, uno dei collaboratori chiave di Silvio Berlusconi, che l&#8217;ha accompagnato al debutto nell&#8217;editoria quando, nel 2007, il finanziere ha acquistato il quotidiano E Polis&#8221;. Da qualche anno poi Rigotti è entrato nel lucroso mondo delle concessioni pubbliche autostradali. Dietro al progetto del maxitunnel ci sono poi come al solito anche le due grandi banche milanesi, Unicredit e Intesa Sanpaolo: &#8220;Il piano finanziario è al momento oggetto di revisione&#8221;, ha dichiarato Rigotti citato dall&#8217;Espresso. &#8220;Ci stanno lavorando i nostri partner Unicredit e Banca Intesa&#8221;, un intervento evidentemente necessario anche perché, come scrive la Repubblica, &#8220;è del tutto evidente che la cordata Torno non è in grado di sostenere l&#8217;intero peso finanziario dell&#8217;opera&#8221; che riverserà sulla città fino a 150.000 automobili al giorno.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Intanto la Expo SpA comincia dai licenziamenti. Come scrive Corrado Dragotto sul Giorno, &#8220;andranno tutti a casa i precari di Expo Spa. A causa delle mancata entrata in attività della società di gestione dell&#8217;evento, i 15 lavoratori a tempo determinato alle dipendenze del Comitato di pianificazione &#8216;festeggeranno&#8217; con il mancato rinnovo del loro contratto il &#8216;compleanno&#8217; della vittoria di Milano su Smirne&#8221;. Il Giorno scrive anche di &#8220;voci sempre più insistenti circa una selezione di personale dal forte sentore di spoils system avviata a Roma e volta a riempire 200 caselle vuote&#8221;. Da parte sua Repubblica, in un articolo di Giuseppina Piano, ricorda che entro il 20 aprile 2010 il progetto di Expo dovrà essere &#8220;registrato&#8221; al Bie, il Bureau internazionale che assegna le Esposizioni universali. &#8220;Nel &#8216;master program&#8217; si contava di metterci un anno e mezzo a preparare il dossier di registrazione. Il tempo, a questo punto, andrà quasi dimezzato. [...] Come? Con un &#8216;master program&#8217; che nel frattempo è stato riaggiornato, impietosamente compresso accorciando tutte le fasi. [...] I tabù oggi si chiamano &#8216;Accordo di programma&#8217;, &#8216;Valutazione di impatto ambientale&#8217; e &#8216;Concorsi internazionali di progettazione&#8217;. [...] Bisognerà dimostrare al Bie entro l&#8217;aprile 2010 che Rho-Pero è formalmente nelle disponibilità della società speciale Expo Spa, ma per farlo bisogna chiudere l&#8217;Accordo di programma per le aree, in pratica formalizzare cosa farci prima ma soprattutto dopo il 2015. La procedura richiede 346 giorni, si arriverà dunque più che pericolosamente a ridosso del time out del 30 aprile 2010. La trattativa doveva partire il 15 ottobre ma finora non si è andati oltre l&#8217;atto formale di apertura&#8221;. Giuseppina Piano ricorda poi che &#8220;l&#8217;Expo non è solo un grande business per chi oggi ha aree agricole e domani le riceverà indietro costruibili e infrastrutturate (il loro valore potrebbe salire di qualcosa come 600 milioni di euro, dice una stima non ufficiale), bisognerà inventarsi e far accettare ai privati che dopo il 2015 resti anche una funzione pubblica&#8221;. Intanto si è costituito un &#8220;Forum civico sull&#8217;Expo&#8221; chiesto da una parte dell&#8217;opposizione nel consiglio comunale di Milano. Letizia Moratti invece di restarne contraddetta, ne gioisce, e a ragione: ogni iniziativa civica a sostegno dell&#8217;Expo sarà un utile paravento per gli sperperi e il saccheggio del territorio che un evento insensato e controproducente come l&#8217;Expo inevitabilmente genera, con o senza Forum civici.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: L&#8217;Espresso, 26 marzo 2009; Il Giorno, 28 marzo; Repubblica, 29 marzo; Corriere della Sera, 27 marzo)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>5) &#8220;CATTEDRALI NEL DESERTO&#8221;: DOPO MALPENSA ARRIVA MONTICHIARI</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Non bastavano i grattacapi di Malpensa e Linate prima e dopo la privatizzazione di Alitalia, ora si apre anche il capitolo del D&#8217;Annunzio di Montichiari, il miniaeroporto di Brescia che si vuole portare in concorrenza con i due aeroporti milanesi e con quello di Orio al Serio. Lo scalo bresciano è di proprietà dell&#8217;aeroporto Valerio Catullo di Verona e a Brescia si è aperta la battaglia per &#8220;conquistarlo&#8221;. La cordata formata da Provincia, Comune e Camera di Commercio di Brescia ha messo sul piatto 40 milioni di euro per acquistarlo, ma i veronesi nicchiano e il presidente della Provincia scaligera, Elio Mosele, ha definito l&#8217;operazione dei bresciani addirittura &#8220;una dichiarazione di guerra&#8221;. I soldi però non puzzano mai e quindi, guerra o non guerra, le due parti comunque si siederanno al tavolo per cominciare a parlare di un piano di sviluppo congiunto da 230 milioni di euro. E intanto si stanno per inaugurare nuovi voli da Brescia per Alghero, Roma, Napoli e Catania. Si aggiunge così un tassello al mosaico della concorrenza priva di regole tra gli aeroporti lombardi, e tra questi e Trenitalia, che finora ha causato solo e unicamente disastri in regione e in Italia.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Corriere della Sera, 21 marzo e 24 marzo)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>6) LA LEGA NON PARLA IL DIALETTO, MA CI COSTA 280.000 EURO</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Era stato inaugurato nel 2003 in grande pompa da Umberto Bossi in persona, grazie a un finanziamento di 280.000 euro messo a disposizione dallo stato e con locali forniti gratuitamente dal comune di Busto Arsizio. Sei anni dopo il Centro di documentazione dei dialetti è null&#8217;altro che un fantasma, come racconta il Corriere della Sera. I locali in una dependance del municipio di Busto, che ospita tra gli altri anche il distaccamento locale dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria, sono vuoti, la biblioteca del centro è sprangata (chissà se contiene effettivamente dei volumi?) e vuoti sono gli uffici della segreteria e del presidente del centro, l&#8217;ex sindaco leghista Gianfranco Tosi. Confermano le impiegate che lavorano nel municipio: &#8220;Qui non vediamo mai nessuno. Gli orari di apertura? Non siamo in grado di dare questo tipo di informazioni, non le sappiamo nemmeno noi&#8221;. Eppure il centro, come scrive il Corriere, &#8220;era nato con ben altre ambizioni: presidente onorario Umberto Bossi e distacco di tre impiegate comunali che aveva fatto sobbalzare l&#8217;opposizione. [...] Nel 2005 lo Stato aveva finanziato il centro bustese con una elargizione di 280.000 euro&#8221;. Insomma, i soldi dei contribuenti sono stati buttati via per una pura operazione di propaganda leghista.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonte: Corriere della Sera, 25 marzo)</span></p>
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