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	<title>Milano Internazionale &#187; Razzismo</title>
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		<title>Lo spettro del sig. Brambilla si aggira per Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 15:53:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lo spettro del sig. Brambilla si aggira per Milano di Andrea Ferrario Nella frenetica ondata di propaganda razzista che ha imperversato su Milano nell&#8217;ultima settimana prima delle elezioni rispunta perfino il signor Brambilla, simbolo di un&#8217;inesistente &#8220;pura milanesità&#8221;. Uno spettro si aggira per Milano, quello del sig. Brambilla. Il cognome è da sempre ritenuto un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&#038;blog=7100082&#038;post=614&#038;subd=milanointernazionale&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo spettro del sig. Brambilla si aggira per Milano</strong></p>
<p><strong>di Andrea Ferrario</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Nella frenetica ondata di propaganda razzista che ha imperversato su Milano nell&#8217;ultima settimana prima delle elezioni rispunta perfino il signor Brambilla, simbolo di un&#8217;inesistente &#8220;pura milanesità&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-614"></span></p>
<p>Uno spettro si aggira per Milano, quello del sig. Brambilla. Il cognome è da sempre ritenuto un simbolo della &#8220;pura milanesità&#8221; e un tempo veniva ampiamente utilizzato dai giornalisti come breve e comodo strumento per indicare tutto ciò che è meneghino. Ma da almeno un paio di decenni il signor Brambilla è caduto in disuso. E a ragione. E&#8217; almeno dall&#8217;Unità d&#8217;Italia, se non da ancora prima, che il cognome Brambilla si è ridotto a un esemplare da riserva onomastica. La quasi totalità dei milanesi porta cognomi di origine forestiera: bergamaschi, veneti, cinesi, toscani, calabresi, o arabi. La settimana scorsa però il sig. Brambilla è resuscitato all&#8217;improvviso sui giornali della capitale lombarda. La sortita del leghista Matteo Salvini (a proposito: il suo cognome è di origini toscane), che ha proposto di riservare carrozze del metro ai soli milanesi, è stata riciclata e ritradotta con l&#8217;ausilio del Brambilla. Il principale autore dell&#8217;opera di riciclo brambilliana è uno che di carrozze del metro se ne intende, cioè Elio Catania, presidente dell&#8217;Atm. Nell&#8217;annunciare la decisione di dedicare addirittura oltre il 10% degli utili di Atm (realizzati in parte anche con pericolosi risparmi sulla manutenzione) all&#8217;istituzione di pattuglie di vigilantes privati che sorveglieranno i vagoni della metropolitana la sera, il super retribuito Catania (480.000 euro) ha affermato che l&#8217;intervento è rivolto soprattutto &#8220;alle signore Brambilla e ai loro figli&#8221;, un chiaro ammiccamento all&#8217;apartheid metropolitano proposto da Salvini: le milanesi verranno protette, le altre donne evidentemente no, o comunque di meno. Catania cade nel ridicolo con un altro abuso del povero sig. Brambilla: &#8220;Tutti i signori Brambilla che viaggiano a bordo dei mezzi pubblici possono essere orgogliosi di Milano, della frequenza e della puntualità di tram, autobus e metrò&#8221;. Nonostante la serie impressionante di deragliamenti e incidenti, nonché la cronica inefficienza dei trasporti, l&#8217;Atm anche quest&#8217;anno ci ha propinato per bocca di Catania indagini sull&#8217;efficienza del servizio e sulla soddisfazione dei clienti da fare sbellicare dalle risa gli utenti che vivono ogni giorno la dura realtà dei trasporti pubblici milanesi: &#8220;il bus arriva puntuale 78 volte su 100, la frequenza delle corse nelle ore di &#8220;morbida&#8221; è aumentata del 40 per cento, se confrontiamo le reti tranviarie siamo i terzi in Europa, dopo Vienna e Berlino, 81 passeggeri su 100 si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti&#8221; ecc. ecc.. Rileviamo infine che anche Repubblica rispolvera il fantasma del povero signore-simbolo della milanesità: &#8220;A Milano il cognome cinese Hu ha superato i Brambilla. In Brianza sono più gli imprenditori Mohammed dei Brambilla&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultima moda a Milano è quella di addossare agli immigrati la colpa delle inefficienze dell&#8217;amministrazione o addirittura dell&#8217;ingordigia degli speculatori edilizi. Sergio Galimberti, presidente dell&#8217;Amsa, spicca tra tutti per salomonicità: se la città è sporca è colpa da una parte dei milanesi e, dall&#8217;altra, degli immigrati &#8211; naturalmente chi dovrebbe mantenere la pulizia, cioè l&#8217;Amsa, non ha nessuna colpa. In un&#8217;intervista al quotidiano Cronacaqui Galimberti spiega: &#8220;Se Milano è una &#8216;città africana&#8217;, come dite voi, è colpa dei milanesi. [Ma le cose sono spiegabili anche con] il fenomeno dell&#8217;immigrazione. Non è facile educare gli italiani, figuriamoci le persone che arrivano da culture diverse&#8221;. Il viceministro leghista delle infrastrutture Roberto Castelli (della recente condanna da lui subita potete leggere <a href="http://milanointernazionale.it/2009/06/01/in-breve-da-milano-e-dalla-lombardia-1-giugno-2009/" target="_blank">qui</a>), denuncia in un&#8217;intervista al Mondo il pericolo degli &#8220;immigrati che arrivano in maniera incontrollata. Non possiamo accettare che per ospitare questa nuova popolazione si dissemini di case tutto il territorio &#8221; &#8211; secondo Castelli quindi la cementificazione sarebbe un problema causato dagli immigrati! Peccato che tra i principali responsabili ci siano proprio lui e i suoi colleghi leghisti, con le politiche che conducono in regione a favore degli speculatori. Il già citato leghista Matteo Salvini ha avuto da parte sua uno scambio di battute con il giornale del suo partito, la Padania, in cui punta l&#8217;indice sugli immigrati accusandoli di essere responsabili dello spopolamento di Milano: &#8220;Padania: Da molti anni la tendenza è espellere i residenti da Milano &#8211; Salvini: Sono i milanesi che spesso e volentieri si arrendono, vanno a vivere in altre parti per una serie di condizioni ritenute migliori. Vanno dove gli italiani sono in maggioranza e dove c&#8217;è un tessuto sociale comprensibile&#8221;. E&#8217; lui invece che evidentemente non &#8220;comprende il tessuto sociale&#8221; e dimostra di essere ignorante in materia di storia milanese: lo svuotamento è cominciato a pieno ritmo trent&#8217;anni fa quando di immigrati dall&#8217;estero a Milano non ce ne erano, ed è dovuto ai folli prezzi delle abitazioni voluti dagli speculatori, nonché all&#8217;invivibilità di una città piegata agli imperativi del capitale.</p>
<p>La Lega Nord d&#8217;altronde punta costantemente a vendersi al popolo rimanendo saldamente dalla parte dei padroni. Ne è una testimonianza tra le altre cose la retorica di un recente articolo della Padania a firma Carlo Passera e intitolato &#8220;Operai e Pmi, tutti con la Lega&#8221;. Il sottotitolo elabora il concetto: &#8220;Il movimento potrebbe sfondare su due fronti: quello della Padania produttiva e quello dell&#8217;elettorato popolare che non si identifica più nella sinistra&#8221;. Salta subito all&#8217;occhio che per i leghisti sono produttivi solo gli imprenditori, mentre il popolo è relegato al ruolo di semplice e passivo elettore. Nel testo dell&#8217;articolo il concetto viene confermato. &#8220;E&#8217; nota la consonanza, ad esempio, tra bossiani e Paolo Grassi (leader della Confapi, Confederazione delle piccole e medie imprese private)&#8221;, scrive il quotidiano leghista, che vanta a titolo di esempio anche gli ottimi rapporti tra la Lega e l&#8217;Api bresciana (associazione locale delle piccole e medie imprese). Quindi sul fronte dei padroni i leghisti sono chiari. E sul fronte operaio? L&#8217;unico accenno a un interesse concreto sono le poche righe, all&#8217;interno del lungo articolo, dedicate all&#8217;apertura di una sezione della Lega all&#8217;Om-Iveco di Brescia, ma il quotidiano omette di menzionare che alle ultime elezioni dei rappresentanti la Lega ha registrato una vera e propria debacle. Per il resto gli operai esistono solo come &#8220;carne da macello&#8221; per la propaganda antimmigrati: &#8220;chi conosce la Lega sa che in tutta Europa i movimenti che più degli altri si fanno portavoce delle istanze anti-islamiche e anti-clandestini ottengono significativi consensi nei ceti medio bassi (operai, pensionati <em>in primis</em>)&#8221; e tra i 5 fattori che secondo la Padania spingono l&#8217;elettorato operaio verso la Lega due (illustrati in modo articolato) riguardano la crisi della sinistra, altri due l&#8217;immigrazione e la sicurezza (anch&#8217;essi articolati), solo a punto 4 compare un secco &#8220;crisi economica&#8221;, ma senza nessuna ulteriore spiegazione. Il concetto è reso ancora più chiaro quando si scrive che la Lega riesce &#8220;a intercettare l&#8217;elettorato in uscita dalla sinistra, grazie all&#8217;attenzione posta verso temi come quelli dell&#8217;immigrazione e della sicurezza&#8221;. Insomma, i licenziamenti, il precariato, la sicurezza del lavoro, la disoccupazione in continua crescita per la Lega non esistono, né la interessano, a differenza dei dinée dei padroni e padroncini.</p>
<p>In compenso il Carroccio acquisisce tra le sue fila un nuovo importante adepto. No, non è il mitico sig. Brambilla, bensì il cav. Berlusconi. Tutti i quotidiani hanno riportato la sparata fatta da quest&#8217;ultimo la settimana scorsa: &#8220;Un sabato pomeriggio, trovandomi a passeggiare in una strada centrale di Milano, c&#8217;era il 60 per cento dei presenti che non era italiano. Quindi non vorrei che andando avanti di questo passo, si possa arrivare a che Milano, in certe vie, sia più vicina a una città d&#8217;Africa che a una città italiana. C&#8217;è chi vuole una società multietnica e multicolore, noi non siamo tra questi. Non accettiamo che talvolta camminando in una città come Milano non sembra di essere in una città italiana o europea ma sembra di essere in una città africana. Questo non lo accettiamo&#8221;. Si è immediatamente schierato con lui il prefetto Gian Valerio Lombardi (&#8220;E&#8217; innegabile quanto affermato dal premier&#8221;) che si fa anche lui produttore di immagini a colpo sicuro, parlando della presenza di 400.000 immigrati nella provincia di Milano: &#8220;E&#8217; come avere una città come Firenze dentro il nostro territorio&#8221;. Nostro? E gli immigrati che ci lavorano sono esclusi dal &#8220;noi&#8221;? Senza contare poi che lo stesso Lombardi è un immigrato napoletano. Ma Lombardi va già ancora più duro: &#8220;Più aumentiamo la componente di persone che non conosciamo, più dobbiamo mettere in conto il rischio terrorismo&#8221;. Se proprio è così magari Lombardi farebbe bene a scendere dall&#8217;auto blu e cominciare finalmente a conoscere i suoi colleghi immigrati in questa città. Sulla &#8220;Milano africana&#8221; di Berlusconi vanno registrate ancora un paio di dichiarazioni. Secco e chiaro Filippo Penati (attualmente in odore di trombatura): &#8220;ci sono troppi rom e clandestini&#8221;. La Russa scimmiotta Catania e cade anche lui nel ridicolo: &#8220;Milano non è una città africana per i servizi, la qualità della vita e le risposte che sa dare ai suoi cittadini&#8221;. In Milano Internazionale non siamo mai stati teneri con l&#8217;archistar Massimiliano Fuksas, ma questa volta dobbiamo ammettere è stato l&#8217;unico che abbia risposto in maniera secca ed efficace a Berlusconi: &#8220;Milano è stupenda e se assomiglia all&#8217;Africa allora è ancora più bella&#8221;.</p>
<p>Ma torniamo a Gian Valerio Lombardi. Con una lettera al Giorno lamenta il problema assillante della movida. Per risolverlo propone di imitare il modello inglese e di introdurre una normativa che comporti punizioni per chi tenga &#8220;una condotta antisociale&#8221;. Insomma, una sorta di &#8220;diritto penale personalizzato che individua la responsabilità singola e accresce il controllo sociale&#8221;. E conclude con una frase orwelliana: &#8220;Incidere subito sui comportamenti antisociali, con misure individuali, potrebbe essere la strada giusta. E non solo per gli eccessi della movida!&#8221;. Che la propaganda sia attiva a tutto campo lo testimonia anche &#8220;il sondaggio della paura&#8221;, come lo definisce il Corriere della Sera. Circa due settimane fa la Commissione per le pari opportunità del Comune di Milano ha fatto distribuire nelle scuole superiori della città un questionario sulla sicurezza, che rientrerebbe nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Vado in giro da sola&#8221;. Solo che il Comune non ha motivato in alcun modo le caratteristiche e, soprattutto, le finalità del progetto e i sindacati della scuola hanno osservato che quest&#8217;ultimo è decontestualizzato da qualsiasi processo educativo, mentre è molto ben contestualizzato in uno scenario politico in cui la paura è strumento di propaganda elettorale. Senza contare poi che alcune domande si rispondono da sole, come quella sull&#8217;utilità degli &#8220;assistenti civici&#8221; (tradotto in italiano: le ronde), definiti nel questionario: &#8220;persone selezionate che contribuiscono a garantire la sicurezza in città&#8221;.</p>
<p>(fonti: Corriere della Sera, Repubblica, Cronacaqui, Padania, Il Mondo, Il Giorno del periodo dal 1 giugno a oggi)</p>
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		<title>Milano Internazionale &#8211; Cronache &#8211; N. 18 del 11 aprile 2009</title>
		<link>http://milanointernazionale.it/2009/04/11/milano-internazionale-cronache-n-17-del-11-aprile-2009/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 11:57:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>milanointernazionale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SOMMARIO: 1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT 2) EMARGINATI, IMMIGRATI E GAY NEL MIRINO 3) CORDIALI INIMICIZIE: PODESTÀ, FORMIGONI E AFFARI 4) IL PAPA COL PRESERVATIVO? NON SI PUO&#8217; 1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT Da svariati mesi il sito Affaritaliani.it, e in particolare la sua pagina quotidiana su Milano, si [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=milanointernazionale.it&#038;blog=7100082&#038;post=369&#038;subd=milanointernazionale&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span>SOMMARIO:</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>2) EMARGINATI, IMMIGRATI E GAY NEL MIRINO</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>3) CORDIALI INIMICIZIE: PODESTÀ, FORMIGONI E AFFARI</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>4) IL PAPA COL PRESERVATIVO? NON SI PUO&#8217;</span></p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal"><span><br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> <span id="more-369"></span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>1) OMICIDIO ABBA: IL DISGUSTOSO &#8220;SCOOP&#8221; DI AFFARITALIANI.IT</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> </span></p>
<p class="MsoNormal"><span>Da svariati mesi il sito Affaritaliani.it, e in particolare la sua pagina quotidiana su Milano, si sta guadagnando sempre più frequenti citazioni dai grandi media. La cosa non sorprende affatto se si prende in esame il suo ultimo &#8220;scoop&#8221; (che a noi sembra solo una disgustosa &#8220;bufala&#8221;) sull&#8217;omicidio di Abba avvenuto nel settembre scorso. Il sito ha messo in linea in esclusiva delle riprese effettuate da telecamere di sicurezza automatiche in via Zuretti nella notte dell&#8217;omicidio &#8211; le potete vedere a: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EoJnOcxSwfM" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=EoJnOcxSwfM</a> . Nelle riprese (senza audio) si vedono i ragazzi che fuggono (Abba indossa con una felpa bianca), i due assassini che li rincorrono armati di bastone e spranga e Abba che a un certo momento, quando si sono avvicinati, si volta e affronta i due aggressori, che poi cominciano a colpirlo, ma fuori del campo di ripresa delle telecamere. Nulla di nuovo, tutto corrisponde alle testimonianze dei ragazzi aggrediti (che hanno sempre affermato che Abba a un certo punto è tornato sui suoi passi per difendersi dagli aggressori armati: un atto di coraggio che va a suo onore). Affaritaliani.it ammicca ai lettori puntando sul truculento, scrivendo che il filmato &#8220;mostra la morte in diretta del giovane&#8221;, cosa non vera perché il momento della sua uccisione non viene mostrato dalle telecamere. Poi prosegue, parlando di &#8220;colluttazione, i ragazzi che deridono e scherniscono i due negozianti. Uno di loro sembra anche voler colpire uno dei due commercianti&#8221;. Nulla di questo (&#8220;deridono e scherniscono&#8221;) è visibile nel filmato, di fronte i due aggressori armati Abba, come chiunque altro avrebbe fatto, ha sicuramente detto qualcosa, si vede che cercano di tenerli a distanza &#8211; ma &#8220;deridono e scherniscono&#8221; e &#8220;sembrano voler colpire&#8221; sono puro frutto della fantasia di Affaritaliani.it. Non mancano altre &#8220;supposizioni&#8221; nel lungo commento del sito (lungo perché le immagini non dicono affatto quello che si vuole propinare al lettore e pertanto si rende necessario un testo di accompagnamento verboso), come per esempio quando scrive che &#8220;Daniele [l'autore materiale dell'omicidio] avanza con la spranga, probabilmente in soccorso [!!] del padre&#8221; &#8211; ad Affaritaliani.it evidentemente sfugge il particolare che i due sono armati mentre i ragazzi sono a mani nude, quindi non si può assolutamente parlare di &#8220;soccorso&#8221; di uno dei due aggressori all&#8217;altro (e non a caso Affaritaliani ricorre all&#8217;espediente retorico del &#8220;probabilmente&#8221;). Nel linguaggio di Affaritaliani l&#8217;aggressione omicida con bastoni e spranghe diventa &#8220;solo una rissa [!!], finita in tragedia&#8221;. Lo scopo ultimo appare quindi quello di lavare &#8220;l&#8217;onta di Milano&#8221;, cioè rassicurare i buoni borghesi razzisti per i quali quando un nero viene ucciso da bianchi si tratta solo di una rissa. Leggere per credere, tenendosi forte lo stomaco: &#8220;le immagini lavano via, a quest&#8217;atto di violenza, almeno l&#8217;onta del razzismo che pesava sulla città di Milano. L&#8217;accusa, quella di essere una città razzista, che nei giorni immediatamente successivi al 14 settembre 2008, venne rivolta a tutti i milanesi. In città ci furono manifestazioni, dichiarazioni, violenze fisiche, verbali e mobilitazioni. Tutto per un delitto che di razzista invece non ha nulla&#8221;. A parte il fatto che non si capisce cosa intenda Affaritaliani.it quando parla di &#8220;manifestazioni&#8221; mettendole in collegamento con inesistenti &#8220;violenze fisiche e verbali&#8221;, rimane il fatto che non è Milano a essere razzista e non c&#8217;è nessuna onta da lavare per la città. Razzisti sono determinate persone, determinati poteri, determinati assassini che hanno tutti nome e cognome e che, come si deve constatare ancora una volta, trovano ampio spazio giustificativo nei media, anche quando in gioco c&#8217;è l&#8217;omicidio brutale a sprangate di un giovane ragazzo disarmato. Non è un caso che lo &#8220;scoop&#8221; di Affaritaliani.it sia stato immediatamente ripreso dal quotidiano dei quotidiani di Milano, il Corriere della Sera, che ricalcando i testi del sito parla di &#8220;ragazzi che accettano [!!] la rissa&#8221;, &#8220;le immagini sembrano chiarire la dinamica di una lite degenerata in pestaggio&#8221;. Come se non bastasse, Affaritaliani.it sale in cattedra per dare lezioni di giornalismo. Il 26 aprile terrà al villaggio Barona un seminario di formazione per giornalisti sui temi del disagio e della marginalità, il tutto in collaborazione con soggetti di primissimo piano come l&#8217;Ordine dei Giornalisti di Lombardia, la Fondazione Cariplo, l&#8217;Università Cattolica e l&#8217;Università Statale. Tra gli &#8220;spunti di riflessione&#8221; che Affaritaliani.it cita nel suo sito in vista del seminario si legge: &#8220;ci sarà sempre bisogno di informazione attendibile, trattata con professionalità e autonomia, e con una forte tensione etica. Perché, allora, non approfittare di questi anni molto tempestosi per la professione giornalistica? Potrebbe essere l&#8217;occasione per migliorarne l&#8217;immagine verso un pubblico che non la considera più come una volta&#8230; Correggendo vizi, cambiando modi di scrivere e di raccontare&#8221;. Complimenti! Prima di dare lezioni agli altri sarebbe però forse il caso che Affaritaliani.it cominciasse a riflettere sulle differenze che ci sono tra una &#8220;rissa&#8221; e un&#8217;aggressione omicida a sprangate contro una persona disarmata e sul fatto che è meglio non riempire i propri articoli di &#8220;probabilmente&#8221; e &#8220;sembra&#8221; a sostegno di tesi preconcette: a differenza di quanto evidentemente pensano molti operatori dei media con eccellenti padroni ed eccellenti relazioni, i lettori non sono scemi.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: <a href="http://www.affaritaliani.it" target="_blank">http://www.affaritaliani.it</a> [sezione Milanoitalia], 7 aprile, 10 aprile; Corriere della Sera, 8 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>2) EMARGINATI, IMMIGRATI E GAY NEL MIRINO</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Nel giro di una sola manciata di giorni, più precisamente dal 6 al 10 aprile, le pagine lombarde dei giornali hanno pubblicato una serie di notizie che nel loro insieme danno un quadro sempre più preoccupante di violenza ed emarginazione, in particolare per quanto riguarda gli immigrati, ma non solo. La notizia più agghiacciante riguarda l&#8217;uccisione da parte di due poliziotti di un barbone che frequentava la Stazione Centrale di Milano, avvenuta sette mesi fa e catalogata all&#8217;epoca dalla polizia come decesso per malore. Secondo la versione data allora dagli agenti della Polfer, Giuseppe Turrisi, di 58 anni, era stato fermato perché disturbava e portato nell&#8217;ufficio della polizia in stazione, dove il barbone, ubriaco, avrebbe dato in escandescenze minacciandoli con un taglierino. Ne sarebbe nata una colluttazione in conseguenza del quale Turrisi si sarebbe sentito male, con il conseguente decesso in ambulanza per arresto cardiaco. I risultati dell&#8217;autopsia hanno però insospettito la magistratura: &#8220;ecchimosi al volto, al capo, al torace, al braccio sinistro, infiltrazioni emorragiche alla testa e alle reni, ma soprattutto una costola che rompendosi ha spaccato la milza&#8221;, come scrive il Corriere della Sera. Insomma, emerge il quadro di un brutale pestaggio contro un uomo che fin dall&#8217;inizio si reggeva a stento in piedi, aggravato dalla falsificazione del relativo rapporto. Durante l&#8217;inchiesta nessuno dei colleghi degli agenti ha confermato la presenza di un taglierino, tranne uno che però è ora indagato per favoreggiamento. I due poliziotti adesso sono in stato di arresto accusati di omicidio, falso e calunnia. Vanno registrate anche alcune reazioni riprese dal Corriere della Sera: il questore Vincenzo Indolfi e il capo della Polfer lombarda, Claudio Caroselli, parlano di verità emersa grazie a un&#8217;indagine interna, ma dalla cronaca del Corriere risulta chiaro che la verità è emersa in seguito all&#8217;autopsia e ai sospetti che ha ingenerato nei magistrati. Calderoni ha detto tra le altre cose che &#8220;questi ragazzi hanno peccato di ingenuità&#8221;, mentre Gabriele Ghezzi del Siulp, uno dei sindacati di polizia, ha dichiarato direttamente &#8220;esprimiamo solidarietà ai colleghi&#8221;. AGGIORNAMENTO DEL 24 APRILE: Come riferisce il Corriere della Sera, il Tribunale del riesame ha accolto le argomentazioni della difesa derubricando l&#8217;omicidio da volontario a preterintenzionale e concedendo gli arresti domiciliari ai due poliziotti che erano stati incarcerati l&#8217;1 aprile.<br />
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<p class="MsoNormal"><span>Due altre notizie dalla Lombardia illustrano con chiarezza le prime conseguenze pratiche del decreto del governo in base al quale i medici possono denunciare gli immigrati irregolari che si rivolgono al pronto soccorso o alle strutture ospedaliere. A Pavia un ragazzo sudamericano di 20 anni, senza permesso di soggiorno, è rimasto a letto in casa per dieci giorni con dolori acuti e febbre molto alta, rifiutando il consiglio degli amici di andare in ospedale per il timore di essere denunciato. Alla fine, grazie anche all&#8217;intervento della Caritas, si è recato ormai in gravi condizioni all&#8217;ospedale dove è stato subito ricoverato in rianimazione. Aveva una normale appendicite che però, non essendo stata curata, è degenerata e ora lotta tra la vita e la morte. A Brescia un senegalese, Maccan Ba, dopo svariati giorni di sofferenza per un forte mal di denti ha vinto le paure e si è recato agli Spedali Riuniti, dove è stato denunciato, fermato da due agenti e portato in questura per 10 ore, come riferisce il Corriere della Sera. Naturalmente si tratta di due soli casi giunti sulle cronache dei giornali lombardi, che però sono emblematici di una situazione sicuramente molto più generalizzata. All&#8217;ex Cpt di via Corelli di Milano (oggi diventato Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati) una cinquantina di detenuti è salita sul tetto per protestare contro la proroga fino a sei mesi della facoltà di trattenere gli immigrati irregolari nei centri. Uno di loro è rimasto ferito, secondo la versione della polizia perché alla vista di quest&#8217;ultima ha tentato di calari dal tetto. I manifestanti invece parlano di scontri, testimonianza avvalorata da materiali audio pubblicati sul sito <a href="http://www.autistici.org">http://www.autistici.org</a> in cui si sente un ospite del Cpt che, come scrive il Corriere, &#8220;urla all&#8217;arrivo dei poliziotti denunciando un atteggiamento aggressivo&#8221;.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>La notte tra il 4 e il 5 aprile, alla vigilia del raduno neonazista organizzato da Forza Nuova, c&#8217;è stato un violento raid contro un locale frequentato da gay, il circolo Toilet sui Navigli. Quattro uomini con le teste rasate scesi da un automobile senza targa hanno assaltato il locale armat di cric e cacciaviti al grido di &#8220;froci comunisti&#8221;. Tra le vittime un ragazzo ferito alla testa con il cric e il gestore del locale preso a pugni. Secondo quanto riferise Repubblica due dei responsabili sono stati raggiunti dagli agenti e denunciati per resistenza a pubblico ufficiale (?!). Secondo l&#8217;ufficio volanti, nonostante i fatti evidenti &#8220;non ci sarebbero elementi tali da provare la matrice politica e omofobica dell&#8217;aggressione&#8221; &#8211; una reazione che ricalca i recenti numerosi casi in cui aggressioni chiaramente razziste, politiche e omofobiche sono state catalogate dalle forze dell&#8217;ordine come prive della relativa matrice.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Corriere della Sera, 7 aprile, 8 aprile, 9 aprile, 10 aprile; Repubblica, 6 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>3) CORDIALI INIMICIZIE: PODESTÀ, FORMIGONI E AFFARI</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Il Corriere Economia ha pubblicato un articolo di Jacopo Tondelli sul candidato del Pdl alla presidenza della Provincia di Milano, Guido Podestà, in cui si parla dei suoi conflitti con Formigoni e dei suoi interessi d&#8217;affari. Tra Podestà e Formigoni esiste una lunga e articolata &#8220;cordiale inamicizia&#8221;. Podestà, che è un berlusconiano di ferro, &#8221; nel 2007 ha sfidato e battuto la componente formigoniana legata a Comunione e Liberazione del partito per diventare coordinatore provinciale. Dinamiche analoghe, l&#8217;anno seguente, quando è succeduto a Maria Stella Gelmini ai vertici regionali&#8221;. Ma gli attriti riguardano anche il versante economico, a partire da quello della sanità. La moglie di Podestà, Noevi Zanella, controlla l&#8217;80% del gruppo Zanella, del quale fa parte la Residenze Heliopolis, una società che gestisce case di residenze per anziani e che si è vista rifiutare l&#8217;accreditamento in Regione. Come scrive Tondelli, &#8220;il tentativo di allargare il potenziale bacino di utenza attraverso l&#8217;accreditamento di Heliopolis finora [si è infranto] contro il muro della regione formigoniana&#8221;, tanto che la Heliopolis ha presentato ricorso presso il Tar lamentando un &#8220;blocco indistinto degli accreditamenti&#8221;. Podestà è consigliere di amministrazione in svariate società del gruppo controllato dalla moglie, che raccoglie oltre 20 aziende con un giro di affari di una ventina di milioni e che operano nei settori assicurazioni, finanza, immobiliare, consulenze, oltre alla già citata sanità. Intanto, secondo quanto riferisce Rodolfo Sala sulla Repubblica, nella ciellina Compagnia delle Opere, fino a oggi il fulcro del potere di Roberto Formigoni, le acque sono agitate. Il Pdl si sta preparando a trasformarsi in un vero partito in Lombardia e Formigoni, da questo punto di vista, è un ostacolo. L&#8217;uomo che avrebbe il compito di traghettare la Compagnia delle Opere e Cielle verso una posizione più neutrale nei confronti dell&#8217;ala berlusconiana sarebbe Maurizio Lupi, ex assessore milanese all&#8217;urbanistica (il &#8220;padrino&#8221; dell&#8217;attuale assessore Masseroli) e attualmente vicepresidente della camera, sempre più spesso mandato a parlare di fronte alle telecamere a nome del Pdl. Secondo voci riportate dalla Repubblica Lupi sarebbe addirittura candidato a sostituire Moratti alla guida del Comune di Milano quando nel 2011 scadrà il mandato dell&#8217;attuale sindaco. Una conferma del calo delle quotazioni di Formigoni all&#8217;interno del sistema di potere lombardo sarebbe data dal recente avvicendamento ai vertici della Fiera di Milano, che ha visto i ciellini formigoniani perdere completamente la partita a favore di berlusconiani (Perini), leghisti ed esponenti di Alleanza Nazionale. Va tuttavia osservato che Formigoni nelle settimane scorse ha ottenuto il controllo di fatto della gestione delle grandi opere per l&#8217;Expo, che è stata assegnata al Tavolo Lombardia da lui presieduto.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonti: Corriere della Sera, 6 aprile; Repubblica, 10 aprile)</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>4) IL PAPA COL PRESERVATIVO? NON SI PUO&#8217;</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>Al liceo Beccaria di Milano si è verificato un fatto che la dice lunga sull&#8217;atmosfera soffocante che regna nelle scuole. Poco prima di Pasqua i redattori dell&#8217;Urlo, giornalino scolastico, hanno distribuito nelle classi il nuovo numero, sulla cui copertina compariva una vignetta che raffigurava il papa Benedetto XVI con un preservativo in testa. La preside ha fatto immediatamente ritirare le copie, ha fatto strappare la prima pagina incriminata, e poi ha fatto ridistribuire il numero nelle classi! Come ciliegina sulla torta, ha ottenuto dai ragazzi l&#8217;assicurazione che al ritorno dalle vacanze si scuseranno con la &#8220;comunità scolastica&#8221;.</span></p>
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<p class="MsoNormal"><span>(fonte: Corriere della Sera, 9 aprile)</span></p>
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